Angoli diversi, il ritorno dei Neri per caso

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neri_per_casoDopo otto anni dall’uscita del loro ultimo lavoro in studio, finalmente sono tornati i Neri per caso e lo hanno fatto in grande stile con un album di cover, ma come suggerisce il titolo stesso, “Angoli diversi”, con una prospettiva differente rispetto al passato. Il classico canto a cappella del gruppo salernitano si unisce alle voci degli autori originali dei brani, che si sono prestati alla collaborazione. Chi se non loro potevano riuscire nell’impresa di avere tutti per sé i nomi più importanti della discografia italiana? Dai “mostri sacri” Gino Paoli, Claudio Baglioni, Lucio Dalla e Pooh agli autori più originali del presente Samuele Bersani, Neffa e Alex Britti, passando per Raf, Mango e Luca Carboni. Questa volta sarà difficile dire che le cover sono un gradino più sotto delle canzoni originali, perché gli arrangiamenti dei Neri per caso sono un qualcosa di portentoso. Sarà per questo che ce li invidiano in tutto il mondo, dal Sud America all’Estremo Oriente. Il sestetto di Salerno riesce a fare miracoli: gli strumenti musicali sono riprodotti dalle loro corde vocali, le voci modulate in modo da ricreare perfettamente bassi, chitarre e batteria.

La prima traccia è 7000 caffè di Britti (l’unico a cui è “permesso” l’uso dell’adorata chitarra) e si capisce subito che gli arrangiamenti sono stati studiati nei minimi dettagli. Bella d’estate di Mango è la sorpresa che non ci aspettavamo: l’accompagnamento è l’unione del tema di Grease di Barry Gibb dei Bee Gees (“Grease is the time, is the place, is the motion”) con il riff di chitarra di Beat it di Michael Jackson che sfocia, nel finale, in Smooth criminal (“Annie, are you ok? So Annie, are you ok? Are you ok, Annie?”) sempre di Jackson. Un omaggio alle sonorità della disco music e del pop anni ’80, così come accade nella successiva What a fool believes, unica cover straniera, cantata in compagnia del soul man italiano Mario Biondi. Gli interpreti del brano originale, The Doobie Brothers, sarebbero contenti di questa versione. Con Senza fine di Gino Paoli, i Neri per caso rendono un esplicito omaggio al jazz in stile Quartetto Cetra. Che dire di Paoli? Senza pari. Neffa con Prima di andare via dimostra di trovarsi particolarmente a suo agio con i conterranei, mentre in Via di Baglioni il bel testo della canzone, in mancanza della musica, può essere gustato più facilmente rispetto all’originale. Piccola Katy dei Pooh ci riporta ad atmosfere beat e Il pescatore di asterischi di Bersani si trasforma in un romantico tango. In conclusione, Ci vuole un fisico bestiale di Luca Carboni (che diventa un canto di tribù africane con un tocco alla “Momenti di gloria”). Unico neo dell’album: la mancanza di voci del gentil sesso. Ci auguriamo di poter ascoltare prossimamente la versione femminile di “Angoli diversi”. Intanto, se dovessimo usare un aggettivo per definire questo lavoro non avremmo dubbi: spumeggiante.

I brani dell’album:
* 7000 caffè
* Bella d’estate
* What a fool believes
* Senza fine
* Prima di andare via
* Via
* Piccola Katy
* Il pescatore di asterischi
* Balla balla ballerino
* Ci vuole un fisico bestiale
* Un grande salto

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