Le allergie colpiscono sempre più i bambini in età scolare

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allergie_bambiniAllergie e bambini nel 2009 vanno tristemente d’accordo: è questa la conclusione a cui sono giunti esperti del campo durante la quarta edizione della Giornata del bambino allergico, svoltasi a Roma. L’evento, organizzato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e da FEDERASMA Onlus, SIAIP e ALAMA, porta alla luce una situazione delicata: in Italia un bambino su tre è particolarmente sensibile a peli di animale, acari della polvere e noccioline, e negli ultimi cinquant’anni il dato si è letteralmente triplicato.

I disturbi più diffusi, legati alle allergie, sono: rinite allergica (20%), asma bronchiale (10%), allergia alimentare (2-6%) e dermatite atopica. Nonostante questi dati, però, le scuole italiane non sono pronte a fronteggiare eventuali pericoli in cui incorrerebbero gli scolari allergici. Dall’ultima indagine del Ministero dell’Istruzione sul tema della Sicurezza nella scuola, infatti, emerge che solo il 42,65% delle scuole italiane è in possesso del certificato igienico-sanitario, necessario per non esporre gli studenti allergici ai rischi di un’allergia. Ecco perché durante l’incontro ci si è soffermati sulle procedure da applicare in materia di pulizia ed edilizia scolastica, programmi di accoglienza, ristorazione, senza tralasciare la questione dei rischi/benefici dell’attività fisica per bambini affetti da allergia. La causa dell’aumento del numero degli allergici è da ricercare nell’eccessiva igiene e sterilità di ambienti, che impedisce agli anticorpi di attaccare i batteri naturali. Il consiglio, quindi, è di evitare detergenti troppo aggressivi e limitare la sterilizzazione degli ambienti.

La scuola dovrebbe svolgere un ruolo più attivo per questi piccoli. “I bambini allergici o asmatici hanno il diritto di vivere la scuola, lo sport e i momenti ricreativi con la serenità e la spensieratezza tipiche della loro età – ha dichiarato Sandra Frateiacci, presidente di Federasma – e per fare ciò bisognerebbe individuare figure sanitarie preposte alla somministrazione dei farmaci salvavita all’interno delle scuole, in caso di gravi reazioni allergiche e asmatiche. Di fatto, in attesa che ciò avvenga anche in Italia, il diritto all’integrazione scolastica degli alunni con specifiche esigenze terapeutiche non è garantito”.

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