Greenpeace, rifiuti elettronici dalla Prestigiacomo

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prestigiacomo greenpeaceSi è svolto questa mattina a Roma il blitz degli attivisti di Greenpeace contro il Ministero dell’Ambiente, colpevole, a detta dell’organizzazione ecologista, di rimanere indifferente nei confronti all’annoso problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici (detti anche RAEE). Per rappresentare questa campagna è stata scelta la foto ritoccata del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo nei panni del personaggio fiabesco della Bella Addormentata. E così, a partire dalle 10, i rifiuti elettronici da smaltire, sempre più spesso abbandonati per le nostre strade, sono finiti davanti alla sede del Ministero in via Cristoforo Colombo: televisori vecchi, lavatrici, stampanti e computer obsoleti hanno “salutato” la giornata lavorativa della Prestigiacomo. Ad accompagnare i rottami, una Bella Addormentata in carne e ossa, distesa sugli elettrodomestici.

Striscioni del tipo “Bella Addormentata svegliati!” o “Centro raccolta rifiuti fuori legge!”, il tutto per denunciare fino a oggi la mancanza in Italia di una normativa adeguata in materia di rifiuti elettronici e la scarsa attenzione per la messa in regola dei centri di raccolta. “Se la Prestigiacomo non va dai rifiuti, i rifiuti vanno alla Prestigiacomo”, ha dichiarato Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace. “Visto che sulla questione della raccolta di rifiuti elettronici la ministra fa la bella addormentata, abbiamo deciso di portare davanti al suo ufficio un esempio dei tanti centri di raccolta irregolari che avvelenano l’Italia e il futuro dei nostri figli”, dice la responsabile. Secondo l’inchiesta dell’associazione, denominata “Hi-Tox!”, infatti, oltre il 40 per cento dei centri di raccolta visitati non rispetterebbe i requisiti di legge. Un altro 40 per cento, inoltre, ha ricevuto da parte degli esperti di Greenpeace una valutazione mediocre. Solo il 20 per cento ha ottenuto un giudizio positivo: fra questi tre centri in Lombardia, tre in Toscana e due in Sardegna.

E adesso, dopo il blitz, gli ecologisti vogliono maggiori garanzie dal Governo: “Chiediamo al ministro dell’Ambiente di fare il proprio lavoro e provvedere subito ad attuare gli anelli mancanti del sistema di gestione dei rifiuti elettronici. È da febbraio che sollecitiamo il ministro a emanare il decreto che impone ai negozianti di ritirare gratuitamente un prodotto vecchio in caso di acquisto di un nuovo articolo di consumo. Ma ancora siamo in attesa nonostante questo provvedimento fosse previsto nel febbraio 2008”, fanno sapere da Greenpeace. “Se un cittadino volesse smaltire un PC rotto (senza acquistarne uno nuovo) lo dovrebbe consegnare al centro di raccolta comunale o privato. Ma questo non sempre è possibile! I centri sono difficili da raggiungere, o addirittura inesistenti, molti sono abbandonati, o in condizioni di gestione pessima, che mettono a rischio il territorio che li ospita”.

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