Improvvisazione a delinquere

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cortini

Improvvisazione a delinquere nasce nel 2007 come progetto di laboratorio permanente di improvvisazione teatrale da un idea di Carmela Buffa Calleo e Silvia Scipilliti che avevano già conosciuto la LIIT e Bruno Cortini nel 2000 grazie agli stage organizzati allora da Gabriella foti.
Il connubio con il magico teatro del Canovaccio a Catania ed in particolare con Eliana, Raffaella Esposito e Giuseppe Calaciura, ha permesso di far sì che il progetto divenisse una compagnia, e che da questa nascessero spettacoli come “La sfida” ed “Improchoc”.
Non contenti di ciò, e sempre desiderosi di spargere una sorta di virus della “comicità surreale” che è l’improvvisazione, gli ideatori del progetto hanno deciso, dal gennaio 2009, di aprire la formazione a chiunque ne avesse voglia, attore o non attore, perché credono fermamente nel sano valore terapeutico di questa particolare tecnica teatrale. La stessa che riesce a far star sul palcoscenico la casalinga, l’avvocato in auge e l’attore curioso di scoprire le sue corde e le sue potenzialità nascoste.

L’Associazione culturale LIIT (Lega Italiana Improvvisazione Teatrale) nasce a Firenze nel 1989 dai fondatori: Bruno Cortini, Daniela Morozzi e Fiamma Negri con lo scopo di diffondere in Italia la metodologia dell’improvvisazione teatrale o come semplice momento spettacolare.

La sua attività è molto articolata ed in particolar modo si occupa di:

a) produzione e ricerca teatrale sull’improvvisazione e sul testo;

b) formazione teatrale nelle scuole, per gli adulti ed aggiornamento per i professionisti;

c) progettazione di format televisivi;

d) ideazione e realizzazione di eventi: nel 2005 organizza “In breve…Festival Nazionale dei Corti Teatrali”.
Uno dei fondatori, nonché presidente della LIIT dal 1989 è Bruno Cortini, attore, regista, autore. Coltiva le sue passioni, il mare ed il teatro con grande passione come grande è la sua vena comica scoperta a Zelig . Nel ’98 vince a Lille (Francia) la coppa del mondo di improvvisazione teatrale. Fonda scuole a Milano, Bologna, Torino, Varese. Come attore cinematografico lavora per Citto Maselli, Giovanni Fago, Antonello Avallone; televisivo con Distretto di Polizia, Due cuori e un Delitto, Striscia la notizia.

Lo abbiamo incontrato al Teatro del Canovaccio a Catania assistendo ad una parte dell’interessantissima lezione del corso di improvvisazione nella giornata di domenica 12 Luglio. Ci colpisce la sua disarmante semplicità, il suo schietto modo di parlare con l’accento marcatamente fiorentino, l’umiltà tipica dei grandi uomini.

Ed ora provate ad immaginare due gruppi di persone: gruppo “A” e gruppo “B”. Il tema dell’improvvisazione è: “il primo/la prima”. La gente comune cercherebbe di affrontare il tema in questione scegliendo argomentazioni logiche e scontate come potrebbe essere il primo uomo o la prima donna sulla terra. Ma a chi verrebbe in mente di dare voce al primo sottaceto ad essere mangiato o al primo spermatozoo a fecondare l’ovulo?

Il risultato è sorprendente: con molta naturalezza gli allievi creano gag spontanee cucendo dialoghi ad oc e imbastendo trame originalissime, irripetibili proprio perché non scritte in alcun copione. E’ questa la carta vincente dell’improvvisazione: la sua assoluta irripetibilità, la sua esclusiva illuminazione del momento particolare.

Bruno Cortini spiega ai suoi allievi che conoscere il “tema” su cui lavorare la personale improvvisazione è importantissimo. Lasciare la libertà di scelta del medesimo è controproducente ed un esempio ne avvalora la sua veridicità: un uomo in galera riesce a scrivere le poesie più belle alla propria amata perché non può vederla di persona, non può avere contatti fisici con lei. E nel bramare la donna e non avere la libertà di possederla che questi riesce a generare l’arte più pura, più sentita. Il suo “tema” è lei.

E’ stata per noi una scoperta assistere ad una rappresentazione basata sulla tecnica descritta. Carmela Buffo Calleo, Silvia Scipilliti e Bruno Cortini chiedono la collaborazione casuale di due fidanzati del pubblico. Prendono spunto dal loro primo incontro, dai gusti, pregi, difetti dei due e vanno in scena con una sicurezza da copione studiato inverosimile; ma il copione è scritto soltanto nelle loro fervide menti. Il pubblico è molto divertito e partecipe. La stessa scena viene ripetuta in tanti modi: e se fosse diretta da Tinto Brass? Sarebbe un “sospirare” di dialoghi sommessi conditi da terminologia, a volte, molto esplicita e di sensualissimi movenze corporali. E se fosse Dante Alighieri a dirigere? Silvia ci confessa che improvvisare in versi rappresenta una difficoltà molto temuta. Ma, data la bravura di chi ha imparato ad utilizzare questa tecnica appassionante, anche i versi diventano “routine”.

Esprimere appieno se stessi  rende veramente liberi.

L’immagine è tratta al sito: www.myspace.com

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