Khaled l’africano

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khaledpozzalloÈ toccato a Khaled aprire, ieri sera al porto di Pozzallo (RG), l’edizione 2009 del festival Note di Notte, organizzato come sempre in modo impeccabile dall’associazione The Entertainer, con la direzione artistica di Mariolina Marino.

La star algerina ha presentato in prima nazionale il suo ultimo CD, Liberté, dal quale ha giustamente attinto a piene mani per la composizione della scaletta del concerto, anche se non ha lesinato tuffi nel passato, soprattutto nella seconda parte dello spettacolo, quando ci riproposto tutti i suoi maggiori successi.

Nonostante il ritardo con cui è cominciato il concerto, causato a quanto pare da una valigia persa all’aeroporto di Catania, gli spettatori si sono fin da subito lasciati sedurre dal sound meticcio di un Khaled in evidente stato di grazia e desideroso di darsi a tanti suoi conterranei accorsi per ascoltare uno dei loro beniamini. Erano infatti tanti, crediamo più della metà dei presenti, gli spettatori di origine magrebina che, fin dalle prime note, si sono lasciati portare dalle canzoni dell’artista algerino, prima ballando in fondo allo spiazzo e poi, pian piano, nonostante l’iniziale “impegno” delle forze dell’ordine per evitare tale situazione, un po’ ovunque.

La prima parte del concerto è stata dunque dedicata alle canzoni di Liberté, un album nel quale Khaled sembra ritornare al passato, almeno negli arrangiamenti. Tra le tante ricordiamo Hiya Anasadou,  Yamina, Gnaoui, forse le più apprezzate dal pubblico.

Tra una canzone nuova e l’altra però non sono mancati anche brani che fanno ormai parte della storia dell’artista algerino come Oran o Lillah, quest’ultima in una tiratissima versione reggae, un modo per dire che nella musica le barriere non esistono. Concetto rafforzato dalla scelta di arrangiare diverse canzoni con sonorità che oscillavano dalla salsa alla fusion.

Poi Khaled ha aperto la pagina dei ricordi e ci ha deliziati con i suoi maggiori successi, canzoni che hanno reso famoso in tutto il mondo il raï e che hanno scatenato tutto il pubblico magrebino, che in massa ha abbandonato le comode poltroncine per affollare il sottopalco e ogni spazio libero per darsi alle danze.

Il concerto è stato chiuso da un maxi medley che comprendeva canzoni come Sahra, Abdel Kader, Nsissi Nsissi e Didi, questa eseguita in versione integrale, e che ha fatto diventare lo spiazzale che ospitava il concerto un’enorme discoteca all’aperto.

Per l’immancabile bis è stata scelta Aicha, forse la canzone più famosa di Khaled, che è stata cantata in coro da tutti i presenti, questa volta anche dal pubblico ragusano, visto che è stata l’unica canzone non in lingua araba della serata.

Un bellissimo concerto, dunque, che ha coinvolto gli oltre mille presenti e che, per i numerosi spettatori di origine magrebina, è stato un po’ come un tornare a casa. Un concerto che ci ha portati nei vicoli di Algeri e che ci ha fatto capire quanto la musica sia capace di superare i muri e unire le persone.

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