Le terre aquilane tremano ancora

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terremoto_aquilaLe terre aquilane tremano ancora proprio mentre il sindaco Cialente promette di non indossare più la fascia tricolore.

Una scossa sismica di magnitudo 3.2 e profondità 8 chilometri è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 14.49, con epicentro nel distretto sismico Aquilano.

Intanto è polemica contro la normativa fiscale che impone ai residenti nei Comuni del cratere sismico la restituzione al 100% a partire dal prossimo gennaio delle tasse sospese dopo il terremoto.

“Se devono lasciarci in questa situazione – ha detto Cialente – non indosserò più la fascia tricolore da sindaco. Con questa situazione fiscale l’economia aquilana non può ripartire”. Il primo cittadino ha invitato a lanciare un messaggio netto: “Nel momento in cui il Paese, rappresentato dal Governo, decide che L’Aquila è tornata in una situazione di normalità e, quindi, può pagare tranquillamente le tasse, c’é bisogno di un segnale importante”.

Cialente è pronto anche a restituire la fascia al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “La riprenderò – ha dichiarato – solo quando vedrò che questo Paese ci è vicino”. Il sindaco critica anche la scelta di non destinare i proventi dello scudo fiscale alle aree terremotate.

Lunedì prossimo la Commissione congiunta di finanze e bilancio discuterà gli emendamenti presentati in Parlamento per modificare i parametri di restituzione degli oneri fiscali non versati. “Allo stato attuale – ha sostenuto il deputato Giovanni Lolli (Pd) – gli aquilani devono restituire il 100% delle tasse e degli oneri previdenziali in 24 rate a partire da gennaio. Ciò vuol dire che fra sei mesi i cittadini, oltre a tornare a pagare i mutui, dovranno versare tasse e oneri, con una maggiorazione di 23 milioni di euro al mese per gli arretrati, per un totale di 513 milioni di euro in più in due anni. E’ una zona franca al contrario”. Gli emendamenti presentati da Pd, Mpa, Udc e Idv chiedono invece un’ulteriore sospensione di sei mesi dei versamenti fiscali e una restituzione forfettizzata al 40% dopo dieci anni, con un regime simile a quello utilizzato per il terremoto in Umbria e nelle Marche. Sarà discusso anche un emendamento in proposito del deputato Marcello De Angelis (Pdl).

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