Gio. Mag 19th, 2022
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La rivelazione è arrivata al prof Andrew Parker durante una sua visita a Roma: si trovava nella Cappella Sistina ad ammirare i meravigliosi dipinti di Michelangelo quando una rivelazione lo ha colpito con forza dirompente: “Esiste un enigma biblico che da una parte  è così criptico che è rimasto camuffato per millenni e dall’altra è così ovvio che non può sfuggire.” L’enigma è che l’ordine della Creazione come è descritto nel Libro della Genesi e così potentemente dipinto nella Cappella Sistina dal più grande artista del Rinascimento è stato precisamente e misteriosamente confermato dalla moderna scienza evoluzionistica.

Perché nessuno l’ha notato prima? Questo è stato il punto di partenza nel nuovo libro di Andrew Parker “L’Enigma della Genesi”, un’opera stupefacente che cerca le prove del fatto che gli antichi scrittori ebrei del libro della Genesi conoscevano molto bene l’evoluzione circa 3.000 anni prima di Darwin.

Il prof Parker è uno scienziato della Oxford University, ricercatore del Natural History Museum e docente della Shangai’s Jiao Tong University. Come scienziato non aveva mai dato molta importanza al libro della Genesi sostenendo che una tale mitologia primitiva era da tempo stata “sconfessata” dai dati scientifici ma dopo il suo “momento” nella Cappella Sistina è tornato a dare un’occhiata in dettaglio alla Genesi e ciò che vi ha letto lo ha stupito, addirittura leggermente impaurito: in qualche modo, Dio solo sapeva come, lo scrittore o gli scrittori di quell’antico testo aveva descritto come l’evoluzione della vita sulla terra aveva avuto luogo con dettagli precisi e ordine perfetto. I nostri antenati possedevano una saggezza veramente senza tempo. Cosa dobbiamo fare, allora, con le straordinarie scoperte del “Grande Enigma”? Il prof Parker è chiaro su questo argomento sostenendo che sarebbe una grande vergogna se le sue scoperte fossero o mal utilizzate nel tentativo di suggerire che gli scienziati stessi non sono sicuri della loro scienza o private di tutti i riconoscimenti sul supporto della premessa della creazione in sette giorni. L’evoluzione sta prendendo posto tutta intorno a noi: ecco perché il “superbug MRSA”, per esempio, è diventato immune agli antibiotici o perché la razza sta per sconfiggere il virus della febbre suina. Nonostante tutto questo quando Parker arriva a spiegare come gli scrittori della Genesi facessero a sapere quello che sapevano concludendo che ciò era dovuto o all’”intervento divino” o a un “lucky guess”, un indovinello fortunato. Poiché la probabilità di quest’ultimo sembra fantasticamente remota, Parker suggerisce provvisoriamente il primo; dimostra chiaramente che testo straordinario sia la Bibbia alla luce della scienza moderna ma sbaglia sicuramente a pensare che l’unica strada per arrivare a una conoscenza sia o attraverso la scienza o per “intervento divino”. Una grande quantità di ciò che conosciamo e come ci comportiamo è basata su generi di conoscenza e consapevolezza del mondo intorno a noi molto meno definiti: intuizione, coraggio e immaginazione. Parker crede che gli scrittori della Genesi non posssedessero conoscenze scientifiche, non avevano Darwin o le scoperte che hanno scosso la terra della geologia Vittoriana ma questo non prova neanche l’intervento divino; invece possedevano una saggezza antica e intuitiva di grande poesia e bellezza e apprezzare il potere della saggezza pre-scientifica non è degradare le acquisizioni della scienza moderna ma enfatizzare l’incredibile potere e l’accuratezza dei modi “poetici” e più antichi di vedere. E la Bibbia, quel sublime ritratto dell’umanità in tutta la sua meraviglia, violenza e “discontento divino” e la sua ininterrotta ricerca di qualcosa che noi chiamiamo “Dio” continuerà a vivere e a perseguitare la nostra immaginazione, secondo Parker, come ossessionò quella di Michelangelo poiché rimane “il libro più misterioso e illustre di tutti”.

Thanks to Christopher Hart – Daily Mail

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