Vietato chiamarli eroi

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vvferoiSono 29 mila i Vigili del fuoco in Italia e, secondo i sindacati, ne servirebbero almeno 5 mila in più. Il loro stipendio è in media 1.300 euro.

Il capo degli “uomini del fuoco” dell’undici settembre, Vincent Tummino, li definisce “eroi”. Per tutta risposta l’italiano Marino Pedersoli, trent’anni trascorsi tra un’emergenza e l’altra, dissente da tale definizione asserendo che, finita l’emergenza, rimangono le vane promesse dei governi che si succedono e i medesimi mezzi di vent’anni prima.

Un sondaggio, GfK 2008, mette la categoria in cima alla classifica della fiducia degli italiani, “battendo” Poste e polizia. Quello che piange, però, è il loro portafogli: non c’è proporzione tra il rischio che effettivamente corrono e la loro scandalosa remunerazione. Che senso ha rischiare, adoperarsi, lavorare senza posa, faticare con uno spirito d’empatia ed abnegazione ai livelli massimi per poi ritrovarsi in tasca meno di un ventesimo dello stipendio di un politico? Riflettere su questo non basta: bisogna agire.

In pochi sanno, inoltre, che gli straordinari eroici fatti in Abruzzo (36 ore di lavoro consecutivo), non sono ancora stati pagati. Qualcuno s’incarichi di dire al governo, come giustamente fa notare Maurizio d’Ambrogio della Ggil, che senza tutto quello straordinario alcuni comandi non potrebbero garantire il pronto intervento.

Le ultime riforme trasformano i vigili del fuoco in un corpo della difesa civile di cui la Digos si serve in operazioni antidroga, ragion per cui, diventa ancora più scandalosa la quasi totale mancanza di tutela di questa preziosa fonte “umanitaria”.

Il loro segretario Cisl, Pompeo Mannone, avvalora quanto sopra descritto: le risorse diminuiscono nel tempo ed i mezzi sono senza manutenzione. In definitiva, sono degli eroi che faticano la loro opera.

La mattina del 6 di aprile i mezzi del Dipartimento dei vigili sono partiti ma sono stati costretti a fermarsi in autostrada perché guaste. Alcuni sono riusciti a raggiungere la destinazione solamente la sera grazie ad un passaggio o ad un pieno di benzina dei colleghi. Elemosinare per soccorrere: un paradosso alquanto imbarazzante.

Tutte le vetture hanno un’età media di 20 – 25 anni ed i comandi devono scegliere, giorno dopo giorno, se spendere i soldi per la loro manutenzione o per un pieno di benzina. E pensare che, per il G8, proprio i vigili hanno messo a disposizione il loro reparto per le telecomunicazioni permettendo allo stato italiano di risparmiare decine di migliaia di euro!

Ma il paradosso più assurdo è proprio quello di voler allontanare, pur facendone parte, gli “eroi” dalla “stanza dei bottoni” della Protezione civile, della Presidenza del consiglio direttivo di Guido Bertolaso, costringendoli ad accontentarsi delle briciole di una finanziaria che taglia continuamente i fondi a loro destinati e che non tiene conto dell’importanza sociale che essi ricoprono. Addirittura, nel 2007, il Ministro dell’interno Giuliano Amato ha esortato i comandi a non pagare gli affitti. Il risultato di questa strategia è stato quello di portare il debito del Corpo da 83 milioni a quasi cento e, mentre i colleghi si adoperavano in Abruzzo, i pompieri di Alessandria hanno dovuto evacuare, a causa di un’alluvione, il loro comando completamente allagato perché costruito su un terreno a rischio.

Urge un intervento atto a finanziare il Corpo permettendo l’aumento del proprio organico e la formazione di migliaia di volontari sparsi per tutto il Paese.

D’estate l’affanno cresce con l’emergenza incendi. I mezzi inviati nei boschi sono concepiti per l’uso sugli asfalti. Secondo un sondaggio a Milano sono 119 al giorno i pompieri interpellati per coprire un bacino di circa quattro milioni di abitanti: una cifra esorbitante. Sempre più difficile formare le singole squadre che, per legge, devono essere contare un minimo di cinque elementi, mentre la media europea è di sei. Per questi motivi e per tanti altri ci sembra una vera e propria presa in giro chiamarli “eroi”. Ancora Mannone afferma che a l’Aquila è andata bene perché l’emergenza era circoscritta.

Continuando così, chi “spegnerà” l’ira dei nostri eroi?

Fonte: La Repubblica

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