Noi… tra storia e leggenda

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noi tra storia e leggL’immagine è tratta dal sito: www.lauradepalma.it

Le meravigliose bellezze della nostra Sicilia, le tradizioni, il folklore, i sogni, le sofferenze, le speranze di un popolo. E poi la collocazione, il sito archeologico “Occhiolà” di Grammichele in provincia di Catania, un’aria appesantita dall’umidità opprimente ma divenuta magica al calar del sole. Si possono palpare le anime echeggianti del passato che, fluttuanti nel mistero del pensiero onirico, si fondono nella realtà di un vissuto recente. Un piccolo cancello ci apre le porte: un lungo viale in salita, ai lati illuminato da suggestivi lampioni, il corrimano in legno ci sostiene, tutto ci provoca l’emozione viva della storia e alla fine della salita, i pèosti riservati al pubblico abbracciano un grande palcoscenico.

Come se non bastasse la Natura sembra incoraggiare lo spettacolo: la collina che costeggia il sito archeologico si accende in un incendio illuminando il cielo di un rosso scarlatto. La compagnia di canto popolare che siamo andati ad applaudire ieri sabato sera si chiama, appunto, “Terra di Focu”. Il Musical “Noi…tra storia e leggenda” porta la sapiente firma di “Laura De Palma”, possente voce folkloristica due volte vincitrice del premio “Rosa Balistreri”.

L’autrice immagina di fare un sogno ritrovandosi misteriosamente catapultata indietro nel tempo e da uno scrigno, una sorta di vaso di Pandora libera, anziché i mali del mondo, le tradizioni, la cultura, il folklore della Sicilia dal 450 A.C. fino agli inizi del ‘900. Sono 25 gli artisti impiegati in questo spettacolo: attori, cantanti, ballerini ed un “Cuntastorie” Calorio interpretato da un sempre elegante e credibilissimo Enrico Manna, con la partecipazione di Giancarlo Kory, Anna Impegnoso, Gregorio Lui e Beppe Kory.

Assolutamente d’atmosfera l’originale scenografia realizzata da Carmelo Miano che, assieme alle coreografie di Angela Marchese, danno un’impronta particolare all’intera rappresentazione. La regia porta la firma dell’esperto Armando Sciuto coadiuvato da Concetto Venti.

Proprio dal sogno lo spettacolo si dipana in tutta la sua forza bruciante, in tutto il suo movimento concitato di persone e personaggi appartenenti alla mitologia e alla realtà assecondando uno stile che supera qualsiasi immaginazione, che irrompe negli sguardi innamorati e penetra liberando il canto dell’anima.

Galatea, Aci, Scilla e Cariddi si muovono virtuosamente liberando la passione tipica di una terra ricca di valori, profumi, ambizioni, sogni.

Una Sicilia che non cede all’arroganza perfida dei colonizzatori rappresentata dalla figura di Gammazita, la più coraggiosa delle donne del Vespro, che non vuole saperne di sottostare alle provocazioni compiacenti di un soldato francese preferendo la morte gettandosi in un pozzo.

C’è poi la Baronessa di Carini, la Cavalleria Rusticana nei suoi personaggi: Santuzza, Lola, Cumpari Turiddu, ci sono i fratelli Pii. C’è la leggenda del “Cavallo senza testa” con la sua leggenda libertina della Catania del ‘700 che inchioda i suoi abitanti a rimanere nelle proprie abitazioni per paura di incontrare l’inquietante animale.

La voce caldissima della De Palma fa da telaio forte a tutte le altre: è lei che magistralmente orienta le vicissitudini via via rappresentate, è lei che nella struggente forza accorata proveniente da una lacerante sofferenza emoziona, stravolge, irrompe nelle anime che battono ai ritmi cadenzati delle note. I ballerini danzano armonicamente come trasportati da un incantesimo. Muovono i loro corpi, si toccano, volteggiano in un girotondo, creano uno sfondo di mistico pensiero.

Un Musical dal tessuto pieno, variopinto, unico. E da questo esce una Sicilia forte nella consapevolezza del proprio valore storico, del proprio grande cuore.

 

 

 

 

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