A Budapest, Hamilton torna alla vittoria! Ferrari seconda

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lewis_hamilton_newSul circuito dell’Hungaroring, il G.P. di Ungheria ci riconsegna un Lewis Hamilton vincente. Il giovane campione del mondo in carica, conquista la sua decima vittoria in carriera e tira un gran sospiro di sollievo per la ritrovata competitività della sua McLaren Mercedes. Ma il weekend ungherese, passerà alla storia di questo mondiale di F.1, per il grave incidente che ha avuto come vittima il pilota brasiliano della Ferrari, Felipe Massa. Il ferrarista è stato colpito a grandissima velocità e violenza, durante la sessione di prove ufficiali del sabato, da una molla staccatisi dalla Brawn Gp del suo connazionale Rubens Barrichello. Massa è stato gravemente ferito, ha perso i sensi e, con la sua Ferrari, è andato a sbattere fuori pista con gli pneumatici posti a protezione del circuito. Trasportato all’ospedale Honved di Budapest, è stato sottoposto ad intervento chirurgico. L‘operazione, perfettamente riuscita, ha lasciato il pilota ricoverato nel nosocomio ungherese, fuori pericolo di vita ma in condizioni precarie e comunque sotto stretta osservazione. E così, nel team di Maranello, la gara è stata vissuta con il pensiero rivolto al povero Felipe, triste vice campione del mondo in carica.

 

Passiamo alla breve cronaca del Gran Premio. Gran partenza di Raikkonen che, con la sua Ferrari, risale in quarta posizione, dopo esser partito dalla settima. Il leader delle prove, lo spagnolo Fernando Alonso, parte bene e riesce a tener dietro lo scatenato australiano Mark Webber con la Red Bull. Il campione del mondo in carica Louis Hamilton conserva il terzo posto. Già attardate nelle prove del sabato, le due Brawn Gp di Jenson Button e Rubens Barrichello non trovano lo spunto giusto per risalire la china e rimangono nelle retrovie. Parte male il campioncino tedesco Sebastian Vettel che perde diverse posizioni e scivola fino al settimo posto. Ma già al 4° giro lo scatenato Hamilton sorpassa Webber e piazza la sua McLaren in seconda posizione. La scuderia anglo-tedesca ha avuto sempre un feeling particolare con il circuito dell’Hungaroring e lo dimostra subito. Al giro 12°, il leader provvisorio di gara, Alonso, decide di rientrare ai box per un primo pit stop. E qui accade, purtroppo per lui, che un meccanico della sua scuderia, la Renault, gli monta maldestramente il pneumatico anteriore destro e dopo soli 2 giri, clamorosamente, la gomma gli vola via e la sua gara è compromessa. Hamilton prende il largo. Dietro di lui la Ferrari di Raikkonen si piazza al secondo posto e conserva una piazza d’onore di tutto rispetto. Siamo appena ad un terzo di gara e si comincia a delineare la classifica finale. Infatti, continuando a latitare gli emozionanti sorpassi di un‘epoca che non c’è più, a parte un paio di soste ai box per tutti i piloti rimasti in pista, la gara non avrà più grandi sussulti. Assisteremo al ritiro del tedeschino Vettel, oggi decisamente in giornata no. Button proverà faticosamente a rimontare ma riuscirà solo a piazzare un paio di giri veloci e basta. Stesso discorso per l’australiano Webber, che però conquisterà il podio con un prezioso terzo posto finale.

 

Un G.P. di Ungheria che riapre ulteriormente il mondiale di F.1. La flessione della Brawn Gp è abbastanza palese. Probabilmente la scuderia di Ross Brawn si è un po’ cullata sugli allori e non ha curato lo sviluppo di una vettura considerata, forse a torto, già abbondantemente competitiva. Di contro, le altre scuderie, con McLaren e Ferrari in testa, stanno curando molto lo sviluppo e, anche grazie ai notevoli mezzi finanziari a disposizione, stanno riuscendo a ridurre notevolmente il gap dalle battistrada. Queste monoposto, Ferrari e McLaren, nate male, oggi sembrano in decisa ripresa. In conclusione, la gara ungherese ci ha riportato indietro di un anno, quando lo scenario era dominato dal duello McLaren Ferrari. Notiamo, invece, la costanza della Red Bull, con l’australiano Webber che in classifica generale scavalca il compagno Vettel e si lancia sul traballante leader Button. Aspettiamoci, dunque, un finale di campionato sempre più emozionante.

 

Ordine di arrivo

1) Hamilton (McLaren) in 1h 38’ 23”

2) Raikkonen (Ferrari) a 11” 5

3) Webber (Red Bull) a 16” 8

4) Rosberg (Williams) a 26” 9

5) Kovalainen (McLaren) a 34” 3

6) Glock (Toyota) a 35” 2

7) Button (Brawn GP) a 55” 0

8) Trulli (Toyota) a 1’ 08” 1

9) Nakajima (Williams) a 1’ 08” 7

10) Barrichello (BrawnGP) a 1’ 09” 2

 

Classifica Piloti

 

J.Button (GBR – Brawn GP) p. 70

M.Webber (AUS – Red Bull) p. 51,5

S.Vettel (GER – Red Bull) p. 47

R.Barrichello (BRA – Brawn GP) p. 44

N.Rosberg (GER – Williams) p. 25,5

J.Trulli (ITA – Toyota) p. 22,5

F.Massa (BRA – Ferrari) p. 22

L.Hamilton (GBR – McLaren) p. 19

K.Raikkonen (FIN – Ferrari) p. 18

T.Glock (GER – Toyota) p. 16

F.Alonso (SPA – Renault) p. 13

H.Kovalainen (FIN – McLaren) p. 9

N.Heidfeld (GER – Bmw) p. 6

S.Buemi (SVI – Toro Rosso) p. 3

S.Bourdais (FRA – Toro Rosso) p. 2

R.Kubica (POL – Bmw) p. 2

 

Classifica Costruttori

Brawn GP p. 114

Red Bull p. 98,5

Ferrari p. 40

Toyota p. 38,5

McLaren p. 28

Williams p. 25,5

Renault p. 13

Bmw Sauber p. 8

Toro Rosso p. 5

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