“La mela e il serpente” – primo CD di Giuseppe Cucè

Print Friendly, PDF & Email

Abbiamo incontrato per la prima volta Giuseppe Cucè alla serata-evento “Oltre le nuvole-Tributo a Tenco” che si è svolto lo scorso 30 maggio a Zo-Centro Culture Contemporanee in viale Africa a Catania; ci ha colpito per la sua voce così particolare nonché per la passione, il cuore che metteva nell’interpretare le canzoni del grande cantautore. Già quel giorno Giuseppe ci aveva preannunnciato che stava per “vedere la luce” il suo primo CD; lo scorso 17 luglio lo ha finalmente presentato davanti a un numeroso pubblico della sua città, Catania, ricevendone  apprezzamenti e lodi.

Abbiamo avuto anche noi l’occasione di ascoltare i brani contenuti in questo CD dal titolo “La mela e il serpente” e di leggerne attentamente i testi; vorremmo parlarvene con l’umiltà di gente “non addetta ai lavori” ma con la passione per la buona musica, da qualunque artista questa ci venga regalata.

Il CD contiene otto brani di cui Giuseppe Cucè è l’autore dei testi ma anche degli arrangiamenti musicali che ha poi rielaborato con la preziosa collaborazione dei musicisti Grasso, Bassetta e di Lo Certo; testi il cui denominatore comune è la splendida poesia che li pervade e di cui sono intrisi sia a livello di contenuti che stilisticamente; non ci immaginavamo una tale ricchezza di immagini, una tale varietà di situazioni.

Iniziamo dalla prima, “CUORE”, che è una dolcissima e poetica dichiarazione d’amore “…e vedrò tutte le ombre nei colori che dipingerai nei tuoi occhi…”…”vivrò mettendo a nudo l’anima…” che si conclude con “…vivremo…restando in bilico in armonia e senza inganni!”

Il secondo brano, “LA BALLATA DI UN FIORE”, ci commuove per la delicatezza delle immagini “sussurrerò a un fiore di non appassire nel gelido inverno crudele che ha sete della sua linfa…”…”ora io voglio cullare quel suono che sgorga dal cuore riuscire a tatuare un pensiero sui petali…”

La terza canzone è “OFFESE”, cantato da Giuseppe Cucè in un duetto-dialogo con Gabriella Grasso, sul tema della vendetta e delle offese definite “stupide” e infatti “troveremo una ragione alle offese anche se dura da ingoiare“ concludendo con “…la vendetta può aspettare…come un piatto freddo da gustare che non vorremmo più mangiare!”

La quarta “FARFALLE”, delicatissima, dedicata al desiderio di un amore che potrebbe essere eterno in condizioni diverse, come per esempio sulla luna, una luna che per Cucè potrebbe essere “…fatta di vetro e cera come è piena…”;l’amore visto come …” che ”…una farfalla vita breve avrà ma sulla luna so che riuscirà a vivere in eterno…”

La quinta canzone è “VERSO L’ORIENTE”, una magica fusione di immagini colorate e di suoni caldi, di poesia “…camminerò sulle nuvole verso l’oriente…dove nevicano i petali di un mandorlo in fiore”…”e un verso di poesie e di seta malinconica distesa sul mare…”; di magia “…mi inventerò un alchimista del fato e del cuore…”

Il sesto brano è “LA SPOSA”, velato di struggente tristezza e malinconico rimpianto nel descrivere una donna che ormai è sola …”nessuno la verrà a trovare  a parte un altro triste giorno che seguirà…” e ricorda “…ricorda un tempo di colori accesi e povertà…” e “…nel suo sguardo spento il velo della notte e l’addio al compagno di una vita…”; “…lei sa che i suoi anni sono tanti di vita già vissuta a metà…” e allora “…indosserà quel velo per non sentirsi sola e a metà…”

Il settimo brano, che dà il titolo al CD, è, per l’appunto “LA MELA E IL SERPENTE” che descrive in modo assolutamente particolare il peccato originale nell’Eden: dietro a questi simboli si vuole sottolineare l’importanza del libero arbitrio con tutte le conseguenze che ne sono derivate; la metafora è scegliere di osare nonostante il divieto “…come la mela e il suo serpente, spegni il fuoco brucia la mia pelle, se da quel ramo il frutto strapperò un seme nel tuo ventre adagerò!…” “…il frutto del peccato mangerò e in alto sulla croce ti vedrò!…” creando così il legame tra l’episodio della Genesi e Gesù che si sacrifica sulla Croce.

L’ottavo e ultimo brano è “GHIACCIO SUL FUOCO” che è una dichiarazione di lotta contro il dubbio, contro lo scoraggiamento “…non resterò seduto aspettando che un sogno svanisca in un soffio di vento, non lascerò morire speranze immobile sulla soglia…” “…non resterò mai più soffocato dalle mie stesse paure…” “…ogni perplesssità…sarà ghiaccio sul fuoco che non spegnerà…”.

Come già detto gli arrangiamenti musicali sono stati inizialmente creati da Giuseppe Cucè che si è avvalso poi della preziosa collaborazione, in fase di rielaborazione, di Gabriella Grasso, di Bassetta e di Lo Certo solo per “Ghiaccio sul fuoco”. I musicisti che suonano con Cucè in tutte e otto le incisioni sono, oltre alla Grasso alla chitarra classica, Claudio Bertuccio alla chitarra acustica, Francesco D’Amico al basso acustico, Francesco Bazzano alle percussioni. Solo in alcune delle canzoni intervengono Maurizio Burzilla alla fisarmonica, Alessandro Longo al voloncello, Marcello Leanza al flauto traverso e al sax soprano, Adriano Murania al violino e Giancarlo Parisi al bansuri e zammaruni.

L’ottavo brano, a livello di musicalità si distacca, secondo noi, dagli altri sette per la rarefazione, diremmo, la quasi assenza di suoni di contorno, solo l’accompagnamento del violino e del violoncello oltre alla sempre presente chitarra acustica; gli altri, invece, sono una continua cascata, una bellissima “valanga sonora” di ritmi vari, dal samba al tango, dal chacha alla rumba, una splendida e ininterrotta “emozione uditiva” che deriva dal desiderio di Cucè e dei suoi colleghi musicisti di dare vita alle sonorità dei paesi del sud del Mediterraneo: Spagna, Grecia, Sicilia e Nord Africa.

Il CD, per la cronaca, contiene nove brani ma il nono, e conclusivo, non è di Cucè ma una sua personalissima rielaborazione vocale di una delle più celebri e amate canzoni di Luigi Tenco, “Vedrai vedrai”, con la collaborazione di Alessandro Longo ai “celli” e di Riccardo Samperi, che è anche il produttore e direttore artistico di questo CD, alle chitarre elettriche; con questo brano Cucè ha voluto rendere un ulteriore e personale omaggio a un “grande” della musica del ‘900 a cui ha dedicato il progetto “Oltre le nuvole” di cui vi abbiamo parlato in apertura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*