Dallo spazio atterrano i Gong

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fotogong

Presso l’anfiteatro di Zafferana Etnea l’altra sera nell’aria si sentivano delle onde sonore emanate da una radio privata (radio gnome invisible) che trasmette da una teiera volante proveniente dall’immaginario pianeta Gong. Questa è l’invenzione bizzarra di uno dei più stravaganti artisti della scena di Canterbury, l’australiano Daevid Allen che dopo aver  mosso i primi passi nel 1963 con i Daevid Allen Trio con (Robert Wyatt  e Hugh Hopper), nel 1966 formerà i Soft Machine. Costretto per problemi di visto a rimanere in Francia darà vita ai “Gong”. Il suono coniuga space rock, jazz, psichedelia, progressive, tematiche hippie e pre new age con il contorno di immagini colorate fatte di folletti, teiere volanti, prostitute spaziali. Gli album della trilogia  radio gnome invisible ovvero Flying Teapot, Angels Egg, You, entreranno di diritto nell’immaginario della scena inglese anni 70. Nel 1975  i Gong classici finiscono l’avventura Allen abbandona. Sarà negli anni 90 che Daevid Allen decide di far trasmettere di nuovo radio gnome invisible. A Zafferana Etnea i redivivi  Gong si sono presentati con Daevid Allen (Voce, Chitarra), Steve Hillage (Voce, Chitarra), Miquette Giraudy (Tastiere) Gilly Smith (Voce Spaziale Femminile), Chris Taylor (Batteria), Theo Travis (Sax, Flauto), Dave Sturt (Basso). Alle 22 e 15 Daevid Allen ha cominciato a sfogliare il libro dei pensieri brillanti leggendo i classici del suo repertorio. Le traiettorie disegnate dal glissando della sua chitarra hanno ammaliato gli adepti giunti a vedere un evento raro dato che i Gong non hanno mai suonato in Sicilia.Gli elementi per un concerto che rimarrà nella storia ci sono tutti. Le canzoni si susseguono come un mare in tempesta avvolgendoci in vortici elettrici. L’apertura è affidata ad una nuova composizione che farà parte del nuovo lavoro dei Gong che uscirà a settembre. Il suono è perfetto, l’ensemble si muove con disinvoltura. Steve Hillage al rientro è in gran spolvero colora i brani di nuova luce, il drumming di Taylor e il basso di Sturt sono possenti e precisi, Theo Travis nel solo di flauto mette in evidenza la sua magica tecnica, Gilly Smith affascina ancora con la sua voce spaziale, Miquette Giraudy suona le tastiere muovendosi sinuosa ,disegnando tappeti sonori  che portano fuori dallo spazio. I brani You Can’t Kill Me, I Aom Riff, Flute Salad, Oily Way, I’m Your Animal Dinamyte, Tropical Fish, Selene Radio Gnome Invisible Crystal Machine, vengono e seguite in modo impeccabile senza sbavature. Dopo due ore di viaggio sul pianeta Gong si torna a terra.

Il pubblico entusiasta richiama il gruppo per un bis,le attese non si fanno attendere i Gong si congedano con  Never glid before. Lunga vita ai Gong. Anche se Daevid Allen è ultra sessantenne è ancora un grande artista. D’altronde viene da un altro pianeta.

 

MARCO MANNA

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