Lettera aperta al Sindaco di Ragusa

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AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI RAGUSA

Egr. Sig. Sindaco,

in relazione alle sue affermazioni, fatte durante la conferenza stampa tenuta sui PEEP, circa “mandanti ed esecutori” che tendono a ritardare od impedire la sua “pianificazione urbanistica”, volevamo informarLa sui fini istituzionali che l’Associazione Italia Nostra si prefigge e sulla figura del Presidente della Sezione di Ragusa , Ing. Cesare Zipelli, da poco scomparso.

La nostra Associazione, come è noto a tutti, da più di 50 anni, ha lo scopo di concorrere alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione.
L’Associazione, Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale, non ha scopo di lucro ed ha carattere di volontariato. Essa si articola in Sezioni provinciali con almeno 15 Soci e in Consigli regionali. Le sezioni provinciali intervengono, attraverso il loro Presidente, quando ritengono che il territorio o un bene storico od artistico sia minacciato. Il Presidente Nazionale pro tempore ha la firma e la legale rappresentanza dell’Associazione, della quale dirige l’attività e svolge tutte le funzioni a lui delegate dal Consiglio direttivo nazionale. Ha altresì la facoltà di promuovere giudizio e resistere in tutte le sedi giurisdizionali.

Mi perdoni se in poche righe le ho voluto riassumere lo Statuto dell’Associazione che nella  provincia di Ragusa ha avuto l’onore di essere stata presieduta dall’Ing. Cesare Zipelli, ma serve a sgomberare il campo da dubbi legittimi che possono insorgere in chi sconosce l’Associazione.

Per quanto riguarda l’Ing. Cesare Zipelli, io comprendo che la sua giovane età, forse, le impedisce di conoscere l‘attività ed il pensiero dell’uomo che dagli anni ’50 agli anni ’90 ha contribuito allo sviluppo, non solo economico, della Provincia di Ragusa.

L’Ing. Zipelli, per molti anni Ispettore onorario della Sovrintendenza alle Belle Arti di Siracusa, amico personale del Prof. Bernabò Brea e del Prof. Di Vita, entrambi archeologi di chiara fama,  dedicò la sua vita allo sviluppo economico della Provincia di Ragusa ma contribuì anche alla tutela e alla valorizzazione del suo patrimonio artistico e storico.

Egli non possedeva terreni nella nostra Provincia, né aveva alcun altro interesse economico-finanziario occulto per cui valesse la pena di trasformarsi in “mandante od esecutore” nel ricorso al TAR presentato legittimamente da questa Associazione.

Cogliamo l’occasione, tra l’altro, per ribadirLe, che il consumo scellerato del territorio, trasformandolo da territorio agricolo ad area  edificabile, anche quando nella nostra città non c’è più fame di case come poteva essere negli anni 50-60, perché è cosa nota che l’offerta abitativa supera di gran lunga il fabbisogno, non sarà un fatto indolore per la comunità ragusana. Basta guardare le periferie di Ragusa e di Marina di Ragusa per capire come questa “ubriacatura urbana” si ritorcerà contro la comunità.

Sig. Sindaco, a nostro modesto avviso non c’è bisogno di case a Ragusa. Guardi che i costruttori edili possono legittimamente lavorare anche ristrutturando e recuperando quartieri abbandonati con un duplice vantaggio: risparmio di territorio agricolo e risparmio di oneri di urbanizzazione. Non ci sembra poco!

Oggi i Sindaci del Nord fanno a gara a chi redige Piani Regolatori che mirino a risparmiare territorio agricolo, cercando di riutilizzare quello già usato precedentemente. Lo si può vedere ogni giorno in tutti i centri storici (compreso Ragusa Ibla): ogni metro quadrato ristrutturato è un metro quadrato di territorio sottratto alla cementificazione.

Scrive F. Scoppola, Direttore Regionale dei BB. CC e Paesaggistici dell’Umbria, che nel primo ’800 ciascuno disponeva di 16 mq di superficie coperta per ripararsi dalle intemperie e di 2 ha di superficie scoperta per respirare, bere, mangiare, vivere a contatto con la natura. Oggi in ossequio al cosiddetto benessere la superficie pro capite coperta supera gli 84 mq mentre quella scoperta è scesa al di sotto di un quinto di quei 2 ha.

Vorremmo concludere, Sig. Sindaco, ricordandoLe, che nella nostra Associazione non ci sono né mandanti né esecutori né interessi occulti da difendere ma uomini e donne che credono nella difesa del territorio non tanto per se stessi ma soprattutto per le generazioni future a cui noi stiamo pesantemente ipotecando il territorio.

La Segreteria Italia Nostra
Sezione di Ragusa

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