Celestiale… Aida a Taormina

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La cornice: il Teatro Antico di Taormina con la sua posizione geografica unica che incanta e lascia sempre senza fiato per l’emozione Il testo: il libretto, molto poetico, scritto da Antonio Ghislanzoni per celebrare l’apertura del Canale di Suez alla fine del 1800 La musica: il fascino “ammaliatore” delle celebri arie immortali del “cigno di Busseto”, Giuseppe Verdi.  Questo e molto altro ancora ha caratterizzato la terza e ultima replica, ieri sera, nell’ambito di Taormina Arte 2009, di “AIDA”, che ha registrato, ancora una volta, il “tutto esaurito”: 5000 biglietti venduti in ognuna delle tre sere, il tutto esaurito. L’Orchestra Nazionale dei Conservatori di Musica, composta da elementi giovani e bravissimi, e il Coro Lirico Francesco Cilea sono stati sapientemente diretti da Fabio Mastrangelo, un curriculum artistico di tutto rispetto. Vogliamo unirci ora a coloro che ci hanno preceduto nelle recensioni nel tributare i nostri più calorosi complimenti e applausi a Enrico Castiglione, regista e autore delle scene, che è riuscito, grazie anche all’ausilio delle tecnologie più avanzate, a creare delle bellissime “scenografie egiziane” proiettando sulle pareti naturali e sul pavimento del teatro immagini colorate cangianti che davano l’impressione di trovarsi davvero all’interno del palazzo reale del faraone. E le nostri lodi vanno anche all’autrice degli splendidi, colorati e fantasiosi costumi, Sonia Cammarata che ha saputo mettere in evidenza, attraverso la scelta accurata degli abiti, la sfarzosità della corte egiziana in contrasto con la situazione di schiavitù degli etiopi guidati dalla principessa Aida. Un “brave” anche alle giovani danzatrici del Corpo di Ballo Koros-Giovanensemble e alla loro coreografa Rita Colosi, anche lei molto attenta a ricreare con i movimenti di danza l’ambientazione dell’antico Egitto. E ora lasciamo spazio ai protagonisti della serata, tutti assolutamente perfetti nel loro ruolo; ci ha colpito soprattutto la capacità “attoriale” di alcuni di loro la quale, aggiunta alla indiscussa bravura e preparazione vocale, ha fatto la differenza; sicuramente parte del merito va al regista che ha saputo far “muovere” i cantanti nel giusto modo per sottolineare i vari momenti, da quelli drammatici a quelli maestosi alle scene d’amore, di questa celebre opera verdiana. Possente la voce e perfetta la gestualità del formidabile tenore siciliano Salvatore Licitra nel difficile ruolo di Radames, tormentato tra l’amore che prova per Aida e quello che riceve da Amneris interpretata dalla ieratica e brava Rossana Rinaldi, mezzosoprano, che sa ben passare dai “toni” intimistici e innamorati a quelli principeschi e autoritari. E bravissima sia nella gestualità che per la splendida voce la soprano Isabelle Kabatu nel ruolo principale, la principessa etiope Aida, resa schiava, innamorata di Radames che ricambia questo sentimento e che, dopo le alterne drammatiche vicende ben note, deciderà di morire con lui, una sorta di Giulietta e Romeo dell’Antico Egitto. E un altro “bravissimo” lo vogliamo tributare a Juan Pons, unanimemente considerato dalla critica uno dei più grandi baritoni del nostro tempo, che ha interpretato il ruolo del padre di Aida, il re etiope Amonasro, con una possanza sia vocale che scenica da “standing ovation”. Davvero bravi anche i due “bassi”, Christoforos Stambloglis e Antonio De’ Gobbi, rispettivamente nei ruoli di Ramfis, capo dei sacerdoti, e del re egiziano padre di Amneris. Assolutamente emozionante per la fastosità, la coralità, la perfetta scelta dei costumi, dei colori, degli “oggetti” scenici, delle coreografie la celeberrima scena, nel secondo atto, della marcia trionfale per il ritorno di Radames vincitore, marcia trionfale che vorremmo virtualmente tributare a tutti coloro che hanno contribuito a questo straordinario successo.

1 commento

  1. Perdonate l’errore, vorrei fare un’errata corrige dovuta: l’autore delle splendide scenografie proiettate non è il regista che ho citato ma Alfredo Troisi a cui vanno le mie più sentite scuse per la svista e i miei più caloris complimenti per l’idea geniale. Daniela Domenici

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