Rientra nella base di Augusta il pattugliatore “Borsini” dopo una missione di quasi tre mesi

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Pochi minuti fa dopo 84 giorni di missione nelle acque dello stretto di Bab El Mandeb, del Golfo Persico e del Golfo di Aden, è rientrato, accolto con tutti gli onori nella base navale di Augusta (SR) il Pattugliatore “Borsini” del “Comando Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera” comandato dal Capitano di Fregata Angelo Bianchi. Ad attenderlo c’era il Comandante delle Forze da Pattugliamento, Contrammiraglio Roberto Camerini.

L’Unità aveva lasciato il porto di Augusta lo scorso 24 maggio alla volta delle lontane acque del Golfo Persico scortando il Pattugliatore irakeno Fateh, prima Unità della Marina Militare della Repubblica dell’Iraq che, costruita ed allestita in Italia, doveva trasferirsi presso la propria base nel sud del paese. Ultimata la scorta e prima di essere assegnato alla missione di antipirateria l’Unità ha svolto attività di addestramento congiunto con le Marine dei paesi rivieraschi del Golfo Persico: Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Oman.

Al termine di tale impegno ha partecipato, sotto l’ egida dell’Unione Europea, all’Operazione “ATALANTA” nel corso della quale la nave è stata inserita nel dispositivo aeronavale europeo in supporto alle Risoluzioni delle Nazioni Unite nr. 1814, 1816, 1838 e 1846 e finalizzata alla protezione del traffico mercantile dagli atti di pirateria ed alla salvaguardia della libera navigazione in alto mare. In particolare le è stata assegnata la responsabilità di scortare quattro convogli per l’attraversamento dallo stretto di Bab el Mandeb all’Oceano aperto e viceversa.

Nei periodi intercorsi tra le scorte l’ Unità ha svolto compiti di pattugliamento e sorveglianza nelle acque dell’Oceano Indiano rese particolarmente agitate dall’insistenza del monsone estivo. Nel periodo di missione l’Unità italiana ha sostato nei porti di Djibouti, Salalah (Oman), ed ha percorso 14.000 miglia pari a 25.928 km. In sintesi il pattugliatore “Comandante Borsini”, nel periodo del suo impiego fuori area, ha contribuito a tutelare efficacemente la libera circolazione dei traffici marittimi, gli interessi economici nazionali e internazionali ricevendo ampi apprezzamenti ed attestazioni di stima all’interno delle forza navale multinazionale.

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