Come si leggono le fiabe

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Ma il famoso “C’era una volta”, esiste ancora?

Siamo tutti stati piccini e a tutti noi almeno una volta e forse più, è stata letta  la fiaba di Cappiccetto Rosso, Hansel e Gretel o Biancaneve e i sette nani, Cenerentola ed altre ancora delle più meravigliose … sono fiabe dal mondo fiabesco, incantevole che facevano e fanno ancora sognare i nostri bambini e anche i genitori sognano un po’ tornando indietro nel tempo e ricordando i bei tempi e gli anni dell’infanzia dorata.

La lettura di una fiaba ha da sempre portato con sè un pizzico di magia, nel contenuto della storia narrata è tutto un po’ surreale e fiabesco, il lieto fine è garantito ed il bene prevale sempre sul male; toni, musiche, colori e fantasia sono gli ingredienti giusti da utilizzare per una buona lettura di una fiaba; l’ascoltatore ma non solo, anche il narratore che solitamente è un adulto genitore o l’insegnante educatore, deve tentare durante la narrazione di entrare nel ruolo dallo stesso interpretato e intercalarsi in azioni, personaggi e dialoghi spesso a più voci, lasciando immaginare, sognare, creare, intraprendere un percorso mentale molto speciale a chi ascolta e fantastica facendo proprio il contenuto che scorre come film, immagine, flash da memorizzare e non dimenticare per molto , molto tempo della propria vita.

È così, che una fiaba diventa la favorita e amata di ogni bimbo; il modo in cui la storia narrata vien fatta propria, posseduta, personalizzata attraverso risorse personali ed immagazzinate anche dal mondo esterno che ci circonda; il tutto sta nel suscitare, regalare emozioni in ciò che attraverso l’arte della parola, della narrazione si dona e se poi il tutto, lo si accompagna ad un’incantevole e dolce melodia, rilassante, unica, soave, leggiadra, il mondo fantastico ed irreale raccontato, riesce ad entrare nel magico mondo dei bambini che lo riescono a possedere e non abbandonarlo così, mai più.

Il fiabesco è un mondo pieno di elementi fantastici e spunti educativi che, aiutano a crescere, stimolano ed educano verso il  senso del bene e anche verso il senso del  male l’infanzia dei nostri piccini che si innamorano e si lasciano prendere da dolci sogni durante l’incantevole ascolto delle fiabe; chi racconta deve dunque saperlo fare e non farlo solo per il senso di dovere genitoriale, ma farlo con il gusto di lasciare qualcosa nei piccoli pargoli che non aspettano altro che giunga il momento della dolce nanna per ascoltare la loro fiaba preferita; chi narra deve essere in quel momento, narratore perfetto, maestro di vita, oratore che coglie l’attenzione dei suoi ascoltatori, stregarli magicamente in un mondo dorato, fatto di suoni e parole magiche da raccontare un giorno alle generazioni che verranno … l’arte della fiaba è l’arte del trasmettere armoniosamente, qualcosa da tramandare e conservare nel tempo e preziosamente; quando sarà l’ora della nanna, del silenzio, i bimbi si lasceranno cadere e  avvolgere tra le braccia di Morfeo … dolce notte ai piccini, dolce nanna ai pulcini, ognuno han  la sua mamma e tutti fan la nanna!

 

Immagine tratta dal sito: www.immaginigoogle.it

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