Una serata insolita profumata dalle spezie Jazz

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flavio

Sabato 22 agosto a Capo Peloro (Me) presso il Parco Horcynus Orca grazie al Patrocinio Regionale di Messina si è esibito sulle rive del mare il Flavio Boltro quartet .Il trombettista e compositore Boltro già alla corte di Michel Petrucciani, Clifford Jordan e altri artisti, si è presentato con G. Mazzarino al piano, M. Micheli al contrabasso, F. Sotgiu alla batteria. L’ aria è afosa , neanche la brezza marina riesce a rendere l’atmosfera fresca. L’inizio è affidato ad uno standard. Suoni sinistri e rumori provengono dai locali adiacenti disturbando la perfomance, tanto che ad un certo punto è nato un siparietto con un signore seduto in prima fila che chiedeva di suonare le melodie sgangherate , in modo da coprire quelle cacofonie. La battuta è talmente ad effetto che ridono di buon gusto i musicisti e gli spettatori. Dopo che si è stemperato il nervosismo si riparte in bellezza e vengono eseguite composizioni di Boltro intitolate “Alba marina”, “Bora Bora”, “First smile”. Durante la performance il trombettista svela il suo amore per il mare infatti, durante gli spazi lasciati agli altri musicisti, seduto con una sigaretta in mano ammira le onde che distano pochi metri dal palco.

Lo scenario è davvero suggestivo. Ad un brano di G. Mirabassi intitolato “Sienna song” è affidata la prosecuzione del concerto. Il finale è affidato ad una improvvisazione.

Buone le esecuzioni, ottime le strutture, concerto piacevole anche se i rumori esterni hanno disturbato l’esibizione; ma la bravura dei musicisti ha sopperito a questo inatteso problema.

A fine serata abbiamo potuto parlare con Boltro il quale, nell’atto di tamponare il sudore con una stoffa bianca d’emergenza, ci esprime la sua ferma volontà di avere un asciugamano già dall’inizio dello spettacolo.

Ma con un grande sorriso ci ha detto che dovrà abituarsi al grande caldo poiché le sere successive avrebbe suonato a Vulcano e alle Isole Eolie.

Peccato che certi eventi di una importante levatura musicale giungano solo a pochi adepti.

Arrivederci alla prossima serata del grande “Jazz”.

MARCO MANNA

L’immagine è tratta dal sito: italy.allaboutjazz.com

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