Facebook: un mondo tra realtà e virtualità

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Una chat tra le tante che sempre più prende piega e si accosta per molti ad una tipologia di mondo reale, di luogo comune di incontri, di modello di vita, cosa che non è; risulta alquanto distruttivo intenderla così.

È pura utopia l’interpretare Facebook come del resto tutte le altre chat on line che esistono ed incalzano nell’era del terzo millennio (Badoo, Msn ed altro), una realtà da vivere e da scoprire; chi oltrepassa il limite della virtualità che si cela latente dietro questi mezzi di comunicazione, rischia di ritrovarsi nella delusione di essersi illuso e di avere creduto in qualcosa che non esiste; l’illusione risiede nel limite di demarcazione tra l’eccesso e il difetto, tra il reale e il virtuale.

Non bisogna a tutti i costi essere a sfavore della chat, in fondo chattare significa spendere del tempo in una chiacchierata: “to have a chat”, ossia farsi una chiacchierata; purtroppo come in tutte le situazioni, in tutti i contesti, dal più semplice al più contorto, l’eccesso non va bene e quando si supera il limite del normale, si rischia di errare, nell’andare oltre.

Migliaia di utenti che fanno uso spregiudicato ed esagerato di Facebook come di altre tipologie di chat line; reti on line che come Facebook che prende proprio nome dalla sua funzionalità oltre che dal suo obiettivo collettivo, tra gli inscritti che forniscono la loro reale identità, dà la possibilità di ritrovare persone, amici, familiari che non sentivi o vedevi da anni ed anni, che avevi perduto di vista; apparentemente costruttivo e emotivamente coinvolgente se sfruttato sotto questo punto di vista, ottimo motore di ricerca nel vero senso del termine ma se da ciò, la funzione della chat line viene deviata per passare intere giornate davanti al monitor, traslando un mondo non sempre autentico ed apparente in un mondo volutamente reale, si passa ad un essesso destabilizzante per se stessi e distruttivo per la salute intellettuale che rischia di offuscarsi, perdere del tutto la lucidità mentale per adulti e giovani soprattutto  che sempre più rischiano di farne uso come un vizio, come una dipendenza.

Possono nascere delle reali relazioni tramite una chat assiduamente frequentata da una moltitudine di utenti come Facebook?

I rapporti tra utenti che escano dalla chat tramutando il loro interagire da virtuale a reale ha delle probabilità di divenire frequentazione, amicizia o altro ma il tutto traslandolo nel mondo vero che noi tutti conosciamo e viviamo, alla luce del sole; che ci si ami o si diventi amici tra le flebili pareti della stessa chat, senza mai vedersi e guardarsi negli occhi, è a dir poco impossibile, utopia assoluta.

Assolutamente immorale invece lo sbaraglio per adolescenti e minorenni su Facebook e chat in generale; esseri umani si ma, completamente indifesi ed ingenui ai rischi e pericoli seri che incorrono al di là del monitor, da parte  di chi si camuffa e maschera dall’altra parte della rete: casi frequenti di molestie sessuali da parte di adulti pedofili che adescano giovani, studentesse magari anche loro allieve, seguitando ad episodi di stupro, violenze ed altro orrore che con buonsenso e responsabilità potrebbero evitarsi tutti: i più giovani non vanno abbandonati dunque innanzi al circolo vizioso e allo sporco  che spesso naviga in rete, uno sbando, una perdizione se il limite non esiste e spesso oggi si degenera in tutto: un uso corretto e parsimonioso senza travisare ciò che è facilmente distinguibile.

Immagine tratta dal sito: www.immaginigoogle.it

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