Il Dalai Lama a Taiwan

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Ha molto irritato il governo cinese il fatto che il Dalai  Lama sia stato invitato a  Taiwan per unirsi alla preghiera per le vittime del  tifone che ha recentemente devastato l’isola.

Le autorità  cinesi affermano che la religone è stato solo un pretesto ma che l’invito ha motivazioni esclusivamente  politiche.

A Taiwan hanno inviato Ye Xiaowen, capo della “Associazione della cultura religiosa cinese” (una specie di  ministero per  gli affari religiosi)   in risposta all’invito del venerabili Wei Chueh del Monastero di Chung Tai Chan, il principale centro religioso  dell’isola.

Ye ha anche assistito  ad una serata di beneficenza da artisti continentale al monastero Ye Xiaowen ha rilevato che il  Dalai Lama non era stato invitato dai buddisti dell’isola, ma da membri del DDP ( il partito che governa l’isola).

Ye Xiaowen ha portato non solo la solidarietà della  madre patria  ma anche notevoli fondi finanziari per aiuti concreti.

Taiwan di fatto  costituisce dal 1949 uno stato distinto dalla Cina in quanto in essa si rifugiarono, sotto la protezione della flotta americana, i resti dell’esercito nazionalista di Jiang Jieshi (vecchia grafia: Chiang Kai-shek): in linea di diritto pero costituisce sempre parte integrante della Cina con unanime riconoscimento.

Negli ultimi anni si sono intensificati gli forzi per una riunificazione con la madre patria essendo nel frattempo venuti a cadere le differenze di sistema economico. Tuttavia le resistenze di  Taiwan sono ancora notevoli: le autorità dell’isola sono ben poco entusiasti di diventare una delle tante   province della Cina.

Presumibilmente l’invito al Dalai Lama è stato fatto per ostacolare e ritardare per quanto  possibile la riunificazione bencèe essa  sia praticamente inevitabile con il tempo.

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Foto da Chinadaily: Ye Xiaowen

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