Per Bacco… Risate garantite con i Dolci & Gabbati

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dolci platamone

Un sabato sera molto particolare a Catania caratterizzato da un rilevante tasso di umidità che non è riuscito a scoraggiare le numerosissime persone accorse al richiamo del raffinato cabaret de “I Dolci & Gabbati” al secolo Enrico Manna, Anna Impegnoso, Concetto Venti, Laura De Palma, il Maestro Franco Pennisi. I testi dello spettacolo sono sempre firmati dalla ironica mano di Enzo Ferrara, la regia è dell’attentissimo e poliedrico Armando Sciuto. La serata è stata sponsorizzata dal Presidente dell’Autorità Portuale di Catania Santo Castiglione.

“Per Bacco …donne in crisi” è il titolo dello spettacolo dove protagonista è la donna nelle sue varie sfumature e contraddizioni: dall’insoddisfatta alla rassegnata, da quella in carriera a quella umile. Le varie gag comiche sono affrontate con intelligente ironia e riflessione che non scade mai nella volgarità e mai trascende. Tutte le citate qualità, e molte altre ancora, hanno permesso al gruppo, in cinque anni di onorata militanza, di essere insignito di ben quattro premi come “Migliore gruppo di Cabaret nel palcoscenico comico siciliano”.
Luci e fonica sono a cura del Teatro Stabile di Catania.

Un par terre di tutto rispetto assiste alla performance del gruppo: i bravissimi attori Pippo Pattavina e Angelo Tosto, il Maestro Nino Lombardo, il comico siciliano Turi Killer, solo per farvi qualche esempio, che alla fine dello spettacolo si sono premurati a complimentarsi calorosamente con i protagonisti della serata. Nell’attesa dell’inizio, un tappeto di ventagli mossi ritmicamente da instancabili polsi femminili crea una speciale coreografia. Nessuno probabilmente si rende conto che nello stesso posto, il Cortile Platamone appunto, hanno recitato attori che fanno grande la storia del Teatro per cui è particolarmente gratificante per il gruppo essere l’unico a godere meritatamente di un così grande onore e a respirare un’aria di così alto livello artistico. E non è ammesso a farlo casualmente: grande è il personale seguito e la notorietà nonostante non si sia fatto contaminare e travolgere da un’ondata televisiva di scarsa consistenza. Presso il Cortile Platamone abbiamo applaudito, nel passato appena trascorso, molti lavori ben fatti, ben articolati, ma è la prima volta che possiamo scrivere che abbiamo trovato difficoltà a trovare posti a sedere: tutti erano ordinatamente occupati.

I “Dolci & Gabbati” iniziano lo spettacolo con lo sketch che porta l’autorevole firma di Edoardo De Filippo dal titolo “Spara pericolosamente”. E’ la storia di un marito che spara ripetutamente a salve alla moglie per farla gridare al miracolo e quindi indurla a cambiare comportamento di fronte al consorte: una “malleabilità” indotta da una simulata violenza. Concetto Venti nel ruolo del marito rassegnato ad una beffarda abitudine, Anna Impegnoso in quello della moglie molto “casalinga” e poco curata ed Enrico Manna in quello dell’amico venuto per assistere ai festeggiamenti della Patrona della città: Sant’Agata. Quest’ultimo lo abbiamo applaudito come degna e competente spalla del comico Tuccio Musumeci nel fortunatissimo ed eccellente spettacolo “Piccolo Grande Varietà” tutt’ora in turné. Un fragoroso applauso si eleva spontaneo, soprattutto dal pubblico meno giovane, alla battuta veritiera del comico Enrico Manna quando intima all’amico di sparare definitivamente alla moglie perché segue in televisione il reality “Grande Fratello”. La sua vuol essere una sorta di denuncia al decadimento morale di tanti format televisivi odierni.

La seconda scenetta comica ci presenta un aspirante suicida intendo a lasciare una epistola scritta alla moglie che è in procinto di abbandonarlo. Concetto Venti, pistola in mano cerca il giusto modo di esprimersi quando viene improvvisamente travolto dall’entrata dell’amico che intende crearsi l’alibi di una scappatella adultera. Enrico Manna, nella circostanza, ci ricorda il grande Totò nella scena della dettatura sgrammaticata all’amico De Filippo. Gli attori si muovono in scena con particolare disinvoltura, con una padronanza disarmante e sapienti tempi comici anche se, talune volte, l’acustica si disperde nell’aria giungendo agli ultimi posti defraudata delle ultime sillabe delle parole. Laura De Palma interpreta l’amica che, avendo saputo dell’intenzione di suicidio, coglie l’occasione per auto crearsi la prelazione per l’eventuale prossimo affitto della casa. Simpatico l’adattamento delle parole attinenti al tema sulle basi delle canzoni “Besame mucho” e “Tanto pè cantà” cantate, e perdonate il gioco di parole, dalla possente voce della folk singer Laura De Palma vincitrice per ben due volte del premio Rosa Balistreri, lo stesso che è stato assegnato anche alla “Cantantessa” nostrana Carmen Consoli.

Enrico Brignano è lo spunto per la successiva gag del gruppo dove assistiamo ad una grande prova d’attrice di Anna Impegnoso nei panni di una moglie insoddisfatta dalla poca profusione d’affetto da parte del marito che, al momento, è completamente distratto dalla visione della partita di calcio in televisione. Anna Impegnoso articola il suo monologo in un crescendo di tonalità, ora commosse, ora tristi, ora bambinesche utilizzando una mimica ed una gestualità da attrice navigata, accurata, gradevole, molto credibile.

La personale interpretazione della canzone “Meraviglioso” del Mimmo Modugno Nazionale, fatta da Laura De Palma, ci regala il sogno del tempo trascorso procurandoci il ricordo di un soggettivo vissuto. Dopo l’ultima nota assistiamo alla performance di Enrico Manna nell’imitazione perfetta dell’amico nonché Presidente dell’Autorità Portuale di Catania Santo Castiglione. Impeccabile, divertentissimo, sosia indiscutibile del simpatico Presidente, l’attore affronta in modo elegante e mai calcando la mano temi scottanti riguardanti le problematiche, come la chiusura al traffico del Porto, di una città del mezzogiorno molto travagliata. Sarà, successivamente, la volta della lettura di alcuni aforismi di autori famosi del passato e del presente da parte dell’elegante attore Concetto Venti. Suggestivo il sottofondo musicale al piano del bravissimo Maestro Franco Pennisi con le note di “Quello che le donne non dicono” di Enrico Ruggeri. Vogliamo citarvi solo un aforisma su tutti firmato da un grande scrittore inglese il “dandy” Oscar Wilde: “la donna è una sfinge senza mistero”. A voi una degna interpretazione. Ma saranno le parole dell’Ave Maria di Fabrizio de Andrè, la donna è femmina per un giorno e madre per sempre, a scatenare l’ applauso sonoro di un pubblico che vuol decretare il giusto tributo ad un grande poeta cantautore del palcoscenico musicale italiano. Questa è la dimostrazione tangibile che anche facendo cabaret si può tranquillamente fare cultura.

E’ la volta del rifacimento di una scenetta comica della consolidata coppia Sandra Mondaini – Raimondo Vianello di un marito fedigrafo che risponde alla telefonata dell’amante che dice di essere il proprio medico. Laura De Palma canta la famosa canzone di Claudia Mori alla cornetta con molta sensualità e calore vocale.

Anna Impegnoso nelle vesti di un’anziana, sarà signora che intende depositare la pensione in banca affidandola ad un cassiere “tecnologicamente competente”, Enrico Manna . Esilarante la frase iterata “vogghiu i soddi” ( per i non siculi, “voglio i soldi” ) che ci induce a riflettere sulla comprensione complicata della burocrazia da parte degli umili.

Attraverso lo sketch del ristorante viene affrontato il tema della gelosia, della bugia, dell’inganno umano. E’ la gag dell’esaltazione della gestualità e della mimica di Concetto Venti.

Seguono i ringraziamenti in chiave ironica di Enrico Manna e l’intervento musicale di Laura De Palma. Si passa alla parodia del Cyranò De Bergerac di Rostand, divertentissima, intercalata nell’attualità dei tempi nostri anche attraverso una brevissima imitazione del Presidente Berlusconi da parte del Cyranò – Manna, una caricaturale Rossana – Impegnoso , un Cristiano – Venti pratico e poco avvezzo alla poesia sentimentale.

Conclude la serata la scenetta dei due catanesi a New York dove viene sottolineato il paradosso della follia umana di cercare avventure amorose in terre straniere per poi constatare che, anche percorrendo una grande quantità di chilometri, puoi imbatterti nell’amico della porta accanto.

Uno spettacolo a trecentosessanta gradi, un varietà vecchio stile, un calderone culturale ironicamente affrontato nelle sue varie forme.

La grandezza de “I Dolci & Gabbati” è destinata a crescere nel tempo come un marchio di garanzia di raffinatezza, di gusto, di semplicità, di originalità.

E scusate se è poco…

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