Sceglie il carcere la giornalista in pantaloni

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loubna-ahmed-journalisteSi è concluso ieri il processo alla giornalista sudanese Loubna Ahmed al Hussein, arrestata il 3 luglio per aver indossato un paio di pantaloni, con la condanna a una multa di 200 dollari. La 40enne addetta stampa dell’Onu non ha accettato, però, la sentenza scegliendo di andare in carcere piuttosto che pagare per una accusa ingiusta.
Il codice penale del Sudan prevede una pena di 40 frustate per chi indossa abiti indecenti e la Hussein è stata arrestata in un ristorante, insieme ad altre 12 donne, perché indossava dei pantaloni larghi sotto una tunica. Le altre donne hanno subito la pena di 10 frustate ma la giornalista ha contestato le accuse ed ha iniziato una battaglia per accusare la discrezionalità con cui la polizia decide sulla decenza violando, secondo la reporter delle Nazioni unite, la costituzione sudanese e la stessa legge islamica.
Il tribunale di Kartoum ha stabilito che l’alternativa alla multa è un mese di reclusione e, da quanto dichiarato dall’avvocato della donna, sembra che Loubna sia già stata portata in carcere.

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