Karzai verso la riconferma

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panjshir

Sembra  ormai certo che Karzai abbia  vinto al primo turno elettorale superando il 50 % dei voti e non avrà  quindi bisogno di una  ulteriore ballottaggio con il rivale Abdullah Abdullah.

Sono però apparsi  evidenti, anche agli osservatori occidentali  che le hanno  monitorate, un gran  numero di irregolarità e veri e propri brogli che fanno supporre che in sostanza tutte le elezioni siano inficiate: qualche commentatore, come il Giornale di oggi, si domanda se è opportuno che soldati occidentali rischino la vita per il regime di Karzai che si mostra tanto poco democratico.

Senza entrare nel merito del contestato intervento occidentale, tuttavia vogliamo far presente  che le elezioni afgane non possono essere giudicate solo con i parametri delle democrazie occidentali  ma occorre vederle anche dal punto di vista delle condizioni assai peculiari  dell’Afganistan.

In realtà non vi sono partiti e leader con programmi politici contrapposti: infatti la appartenenza alle diverse etnie conta nelle elezioni più delle concezioni politiche. Ogni gruppo vota per  candidati  del proprio  gruppo: se per un gruppo i candidati effettivi fossero  molteplici i voti si disperderebbero. Cosi avviene che in effetti  esiste un solo candidato per ogni etnia: Karzai rappresenta i Pashtun, Abdullah i Tagiki,  Ashraf Ghani  gli Hazara e cosi via.

Lo scontro fra i due maggiori  candidati, Abdullah e Karzai, è solo apparente. In realtà i Pashtun sono molto più numerosi dei Tagiki  e quindi nessun dubbio che il vincitore non può che essere che Karzai. Tuttavia i talebani (indicazione per altro molto vaga) sono presenti  in forza fra i Pashtun ma non esistono fra i  Tagiki: quindi in pratica tutti i Tagiki  hanno votato pr Abdullah ma solo una parte dei Pashtun ha potuto o voluto votare  per Karzai. All’inizio  dello spoglio poi  i dati che affluivano erano soprattutto quello delle zone libere da talebani, quindi soprattutto dalle zone dei Tagiki: per questo sembrava che ci fosse un testa a testa fra i due candidati. In seguito sono arrivati i risultati dei seggi delle zone Pashtun, sotto tiro dei talebani che erano tutti per Karzai.

Poiché non vi sono nelle singole zone partiti contrapposti non vi sono nemmeno forze interessate alla regolarità delle elezioni (come i nostri i rappresentanti di lista): manca un controllo capillare, generalizzato e quindi i risultati elettorali  sono poco attendibili.

Pur tuttavia il fatto stesso che i talebani abbiano scatenato una sanguinosa offensiva contro le elezioni dimostra che esse hanno comunque un impatto psicologico e politico notevole sulla popolazione stessa.

In realtà il risultato del voto non consiste nella scelta del candidato, che in effetti  non esiste, ma nel fatto che le elezioni si tengano e  quindi dal numero dei votanti.

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La remota valle del Panjshir; foto dal quotidiano afgano  Payam-e-Mujahid

 

 

1 commento

  1. SEGUO DA TEMPO L’AUTORE. ANCHE OGGI E’ STATOMOLTO COMPETENTE.

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