Pearl Jam – “Backspacer”

Pearl Jam – “Backspacer”

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Alla vigilia della lavorazione del nuovo album dei Pearl Jam, Eddie Vedder – frontman del gruppo – dichiarò “basta politica, abbiamo bisogno di un break. Sono stato per decenni schiavo del R&R (…) poi sono diventato padre e ho dovuto fare un passo indietro”. Parole che hanno generato una certa apprensione tra i fan, timorosi di un ammorbidimento, di un mutamento di stile sulla scorta del recente lavoro solista del cantante del gruppo (la colonna sonora del film “Into the wild”).
Del resto, sono trascorsi tre anni dalla pubblicazione dell’ultimo album dei Pearl Jam. Non è un arco di tempo elevato, ma in tempi come quelli che viviamo, in cui tutto si consuma in fretta, soprattutto la musica, è un periodo sufficiente ad originare cambiamenti.

Sono però bastate un paio di esibizioni, tra cui quella al talk show americano The Tonight Show con Conan O’Brien, in cui i Pearl Jam hanno eseguito la nuova “Got Some” (subito schizzata ai vertici della classifica dei video più cliccati su You Tube), e il singolo “Fixer”, per capire come il manifesto programmatico della band sia, ancora una volta, all’insegna del grande rock.
Nulla di nuovo sotto il sole? Tutt’altro: i cambiamenti, come preannunciato, non mancano.

In cabina di regia torna Brendan O’Brien, produttore di ben quattro lavori dei Pearl Jam, compresa la versione rimasterizzata di “Ten”, lavoro d’esordio e pietra miliare del rock degli anni novanta.
Inoltre, per la prima volta nella storia della band di Seattle, l’album verrà auto-pubblicato, data la conclusione del  contratto con Sony.
Ma le novità non finiscono qui. I Pearl Jam sono sempre stati ritrosi ad ogni forma di promozione che non fosse legata alla musica (ad esempio, hanno spesso snobbato i videoclip). E’ quindi curioso il ricorso ad una caccia al tesoro che vede protagoniste 9 immagini, create dal cartoonist Tom Tomorrow, sparse per il web. Tali frammenti, una volta riuniti, daranno vita alla copertina del nuovo album e garantiranno l’accesso ad una traccia inedita (“Speed of Sound” in versione demo). Anche questo è un segno dei tempi che mutano.

“Backspacer” è il nono album in studio della band di Seattle.
36 minuti sparsi lungo l’arco di 11 brani. Possono sembrare pochi al giorno d’oggi, ma sono sufficienti a tratteggiare gli elementi salienti di un vero album rock: energia, vigore, epicità (“Fixer”, “Supersonic” e “Amongst the waves” sono adrenalina pura). Non mancano anche momenti di maggiore intimità (la bellissima “Just Breathe” dominata dalla calda voce di Vedder e la finale “The end”) o più inclini ad un certo rock radiofonico.
La durata di ogni brano non supera i 4 minuti, denotando quindi grande attenzione verso la forma canzone piuttosto che verso l’ampliamento delle sezioni strumentali. Difficile dire se sia un pregio o un difetto. Sicuramente se qualche pezzo avesse potuto beneficiare di uno sviluppo ulteriore, la cosa non sarebbe dispiaciuta affatto. Ma l’insieme funziona e, complice proprio la durata ridotta, non lascia spazio alla noia.
Anche i testi risentono di un cambio di rotta. Se negli ultimi due lavori nel centro del mirino vi era l’impegno sociale, la critica alla politica di Bush e al sistema America, qui si parla di amore, di vita. Con un’attenzione tutta nuova alla qualità compositiva, a tratti lirica. In poche parole, nessuna pretesa di cambiare il mondo e niente fronzoli: solo rock. Un ritorno alle origini, ad un modo di concepire la musica più giovanile, istintivo e fresco, ma non certo ingenuo o immaturo. Che sia anche questo un sintomo dell’arrivo di Obama alla Casa Bianca?

In sintesi un album tipicamente rock, che non aggiunge nulla di nuovo, ma evidenzia come la band sia in piena forma, al riparo da crisi esistenziali e cali creativi. E’ il mezzo con cui i Pearl Jam lanciano un messaggio alle innumerevoli band che li emulano (Creed, Nickelback), dimostrando come l’originale sia sempre la scelta migliore.

L’album in una battuta: vigoroso

2 commenti

  1. Grandi!! Siete i primi in Italia ad avere scritto la recensione sui PJ!
    Non conoscevo questo sito: siete mitici!!!
    Complimenti alla redazione: continuate così xkè siete forti.

  2. Grazie Marco x il consiglio.
    Quest’articolo è un bella prova di ascolto.
    Avete già fatto quella dei Muse? attendo con ansia.

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