Ritorna Franca Leosini, la signora in giallo di Rai Tre

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leosiniNuovi e accattivanti gialli per la decima serie di Storie maledette, fortunato programma di Rai Tre, ideato da Franca Leosini. Otto puntate che andranno in onda ogni sabato in seconda serata e che proporranno interviste esclusive ad assassini e criminali che hanno riempito le pagine di cronaca nera negli ultimi anni. È il caso di Mary Patrizio, la mamma che nel 2005 uccise il figlio appena nato, la cui vicenda è stata ricostruita nella prima puntata direttamente dalla protagonista. “È la prima volta che una mamma assassina ammette in tv di aver ucciso – ha sottolineato Franca Leosini – Per le otto nuove puntate ho scelto vicende esemplari per un viaggio nelle cantine dell’anima, nel quale il noir cede il posto alla riflessione e all’umanità”. Come non dimenticare poi la vicenda di Bruno Carletti, direttore degli allestimenti scenografici allo Sferisterio di Macerata che, lasciato dalla moglie, la stordì con un colpo e poi la gettò in un cassonetto dei rifiuti? La vicenda sarà analizzata durante la terza puntata.

È da molti anni che assistiamo a programmi televisivi incentrati sulla cronaca nera ma negli ultimi tempi questi si stanno moltiplicando a vista d’occhio, spesso propinandoci falsi scoop, inchieste sommarie o spettacoli nati per esaltare la voglia di voyeurismo di un certo pubblico, a volte morboso. Storie maledette, invece, è l’erede di quella stagione fortunata della tv italiana degli anni ’80. Chi non ricorda il crudo ma coinvolgente Telefono Giallo (andato in onda dal 1987 al 1993), condotto da Corrado Augias? La Leosini ha esordito in televisione proprio grazie a quel programma, occupandosi delle inchieste più scottanti e ne ha fatta di strada da allora, ritagliandosi un posto di primo piano nella tv di servizio.

Nel suo curriculum ricordiamo anche Ombre sul giallo, che analizzava le storie più controverse di cronaca nera, seguendo le regole ferree di una vera e propria inchiesta giudiziaria grazie alla ricostruzione degli avvenimenti alla maniera della docu-fiction di ispirazione americana. Trasmissioni molto amate dal pubblico, anche per la bravura della conduttrice. Nessuna presa di posizione da parte sua ma nemmeno mancanza di pietà per i presunti colpevoli di quei crimini, spesso risultato della solitudine morale, che attraversa la nostra società.

Foto tratta da: www.ilgiornale.it/att_jpg.php?ID=360762&X=660&Y=495

21 commenti

  1. Gentili Signori, vorrei precisare che nella terza puntata vi occuperete di Carletto che non ha solamente “stordito” la Baleani gettandola poi in un cassonetto.
    Vorrei pregarvi, in nome della correttezza dell’informazione di riscrivere questa presentazione nel rispetto di una persona che coraggiosamente si sta ritirando in piedi dopo tante sofferenze fisiche e psicologiche. Non si dovrebbe cercare di far passare come una brava persona che ha cercato di ucciderne un’altra a mio modesto parere.
    Non so se qualcuno accoglierà questa mia richiesta, ma vorrei solo che non si facesse passare per buono uno che non si è mai pentito verso la sua “vittima” di quello che le ha fatto.
    Ringrazio chiunque vorrà farsi portavoce con me di questa allucinante visione del fatto criminale.
    Elisa Bolognesi, Macerata

  2. Mi scuso ho scritto “Carletto” mentre invece mi riferivo ovviamente a Bruno Carletti ed alla sua vicenda criminale

  3. Grazie sig.ra Elisa. Penso che avrà capito che l’articolo era incentrato sulla trasmissione di Rai Tre e non sulla vicenda processuale del Carletti. Il solo gesto di gettare una persona inerme in un cassonetto è un atto riprovevole. Comunque il Carletti è stato condannato perché ritenuto colpevole. Attendo, come lei, di vedere come verrà trattato l’argomento in televisione, sperando che non vengano dimenticate le sofferenze della vittima, da ritenersi, a mio parere, sempre prioritarie rispetto alla redenzione del colpevole, quest’ultima comunque necessaria sia per la vittima che per il carnefice.

    Cordiali saluti

  4. Gent.mo Sig. Larosa,
    ho letto e compreso quanto riportato nella descrizione del programma.
    Francamente non sono in attesa di vedere nè di sentire come verrà trattato il caso Carletti, ne farei volentieri a meno vivendo nella stessa città dove accaddero i fatti e sentendomi indignata davanti a tanto silenzio di molti miei concittadini.
    Non credo ci sia stata alcuna sorta di redenzione fino ad ora, a quanto ne so io per lo meno: nessuno si è pentito di quel gesto criminale, o come già scritto, non ne sono a conoscenza dagli articoli fino ad ora dedicati al fatto criminale in oggetto.
    Credo che la Baleani abbia il diritto di rimettere a posto i tasselli della sua vita piano piano con un giusto lavoro supportato da professionisti.
    Le altre vittime degli altri fatti criminali trattati sono purtroppo impossibilitate ad esprimere la loro versione dei fatti mentre qui, grazie a Dio, la Baleani è ancora tra di noi a Macerata. Ritengo, ma questo è solo il mio umile parere, che le potesse essere risparmiato questo “show”. Se al momento del fatto Carletti non era pienamente capace di intendere i gesti che compiva, mi stupisce come possa lucidamente raccontare gli eventi. Non sono una psicologa né una psichiatra ma il buon gusto mi dice che un gesto di pentimento ci starebbe tutto in questo caso e comunque un gesto di rispetto verso chi ha subito quel 4 luglio del 2005 tanta crudeltà e tanto accanimento.
    Io non ce l’ho con lei, gentile Sig. Larosa, tanto meno è mia abitudine scrivere sui blog, ma in questo caso come donna e come maceratese mi sento toccata in prima persona.
    La ringrazio per l’intervento comunque.
    Cordialmente
    Elisa Bolognesi, Macerata

  5. Egr. Dott. Larosa,
    appare evidente come lei abbia sommarie notizie sulla vicenda che ha visto il tentato omicidio della sig. Baleani.
    Non è questa la sede per precisazioni che implicano la vita privata della signora, ma sarebbe opportuno che Lei rivedesse i fatti alla luce di informazioni più puntuali. Non sembra, infatti, nemmeno ben documentato sulla professione che al tempo della vicenda svolgeva il Carletti, direttore degli allestimenti scenografici e non sovrintendente, ruolo per altro non ricoperto da nessun altro, visto che la Sig. Katia Ricciarelli nel 2006 era direttore artistico. Importante nel rispetto dei fatti – come peraltro lei precisa nella risposta alla sig. Elisa – è ricordare il dato di colpevolezza accertata e contestualmente il fatto che la sig.Baleani non può essere rappresentata come una traditrice che ha abbandonato il marito. Un’attenta analisi dei fatti Le permetterà di capire come le cose fossero andate in un ordine completamentte inverso.
    Tanto vale per onestà e verità e immagino che la professionalità della sig. Franca Leosini non ometterà nè muterà la realtà anche se vorrà, come nel taglio del suo programma, dare voce all’oscura anima di chi il reato per motivi per molti versi imperscrutabili tre anni fa commise distruggendo una vita (la sua) e tentando di distruggerne un’altra. Chi le scrive conosceva bene i personaggi di questo umanissimo e inconcluso dramma.

  6. …come sempre: scrivo di getto e commetto errori, stavolta la data

  7. Gentile Dott.Larosa,gentile signora Elisa,
    Io non credo che il problema sia “quanto è opportuno”fare una trasmissione con e su Carletti ed il suo essersi reso responsabile di atti riprovevoli nei confronti di una donna,per giunta sua moglie anche perchè la Dottoressa Leosini ha sempre condotto quel tipo di trasmissione senza compiacimenti o giudizi di qualsiasi natura sui fatti oggetto di indagine psicologica.
    Direi che ciò che mi ha sorpreso è che “giornalisticamente”parlando-sia che si faccia un pezzo di presentazione di…,sia che si faccia un pezzo di cronaca-si riesca a far passare delle informazioni assolutamente non vere,anche se non lesive di alcunchè,come definire Sovrintendente una persona che tale non è.E’questo tipo di disinformazione che crea equivoci in una vicenda dolorosa come quella di Francesca e Bruno,nella quale esiste giuridicamente un colpevole ed una vittima,vittima che merita il rispetto della verità.Se il Suo intento era quello di presentare ai Suoi lettori la trasmissione citata,ben poco serviva dare dei particolari talmente inesatti da generare nei suoi stessi lettori un pregiudizio o se vuole un pre-convincimento sulla realtà dei fatti.Conscia di quanto questo volesse esulare dai Suoi intenti,sia altrettanto magnanimo nel concederci la facoltà di rilievo in quanto partecipi moralmente del dolore che,in questa storia,è di molti.

  8. Trovo molto preoccupante la sciatteria con la quale viene presentata in questa nota piena di riduzionismi e imprecisioni il caso Carletti.

    Spero proprio che la trasmissione non sia pensata per riabilitare un criminale e che non dia adito a giuste querele da parte della vittima.

    Gennaro Carotenuto

  9. Gentile Dott. Larosa,
    non posso che unirmi a quanto scritto sopra in merito alla poca accuratezza dei particolari nel presentare una qualsiasi vicenda…sono proprio queste trascuratezze e imprecisioni che generano distorsioni della verità, preconcetti e pregiudizi.
    La realtà è che il sig. Carletti si è macchiato di un grave delitto tentando di “cancellare” per sempre una persona. Punto. Quella persona però è ancora qui ed è ora lei a voler cancellare quel passato. Punto. Francesca è viva e avrà un bel futuro. Punto.
    In attesa di vedere la trasmissione, La saluto cordialmente

  10. Gentile Dott. Larosa,
    sono basita.
    Come può una donna intellignete come lei, non caoire che la TREMENDA storia diBruno Carletti, porterà inevitalbilmente alla disperazione la Sig. Francesca Baleani.
    Francesca è una carisima amica, hà impiegato mesi e mesi per ristabilire il suo ecquilibrio Psicologico, e ora grazie a questa trasmissione, il duro lavoro per dimenticare un passato atroce, svanisce nel nulla.
    La supplico, eviti di mandare in onda questa puntata, Le sarei eternamentre grata, non le stò a raccontare i danni che provvocherebbero a Francesca.
    La ritengo una persona RESPONSABILE,capace di condurre programmi molto interessanti, ed è per questo che Le chiedo con il cuore in mano<> volta a salvaguardare la serenità di Francesca

  11. Gent.ma sig.ra Elisa. Comprendo la sua indignazione ma penso che dovrebbe vedere il programma per farsi un’idea ed eventualmente capire come verrà trattato l’argomento. Volevo, inoltre, precisare che questo non è un blog ma una testata giornalista regolarmente registrata. Gli errori capitano a tutti. Davanti a me, in questo momento, ho una copia de Il Venerdì di Repubblica n. 1121: anche lì il Carletti viene definito Sovrintendente all’Opera di Macerata. Qual è la differenza? Quello è un giornale che acquistate, mentre la mia notizia l’avete letta gratuitamente. Cosa voglio dire? Il mio errore ora verrà riparato mentre lì rimarrà stampato a vita. Ciò, comunque, non giustifica la mia disattenzione. Inoltre, su altri siti il Carletti è definito come Direttore del Teatro Lauro Rossi (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/07_Luglio/04/macerata.shtml; http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/macerata/2009/01/08/143128-bruno_carletti_condannato_anni.shtml ), mentre la sig.ra Maria Laura dice che nel 2006 era direttore degli allestimenti scenografici. E poi mi rivolgo a lei, sig.ra Maria Laura. Non rappresento affatto la sig.ra Baleani come “traditrice che ha abbandonato il marito”, visto che ho scritto “Carletti, lasciato dalla moglie”, che non implica in maniera assoluta un giudizio morale. Il fatto che Carletti sia il soggetto del periodo è perché sarà lui l’intervistato dalla Leosini. E io parlo del programma della Leosini. Se avessi scritto un tema scolastico, sicuramente non sarei uscito fuori traccia. Ne convenite? Per concludere vorrei dire che non ho il potere di cancellare il passato di nessuno con la scrittura di un rigo. Sig.ra Paola C., non so se la Dott.ssa Leosini, a cui lei si rivolge, leggerà mai il suo appello.

    Voglio sottolineare come in nessun altro giornale o sito avreste trovato tutti questi chiarimenti. Spero l’abbiate apprezzati perché sono molto contento di confrontarmi con i lettori.

    Ps: caro dott. Carotenuto, dovrebbe preoccuparsi di ben altra sciatteria che circonda il mondo. Inoltre, il mio articolo più che pieno è abbastanza vuoto di particolari sul caso Carletti, che, ripeto, non era il soggetto dell’articolo. L’imprecisione è solo una e verrà corretta.

  12. Gentile Dott. Larosa,
    ho letto con molta attenzione la Sua risposta e Le fa onore porsi in così elevata posizione dialettica ,ma ahimè,sono costretta a farLe rilevare che nel rettificare l’errore ne commette ulteriori.La signora Platania ha parlato dello Sferisterio-teatro d’opera all’aperto- e non del Lauro Rossi che è invece il teatro c.d. di prosa che invece è il teatro dove effettivamente il Carletti riopriva il ruolo di direttore.Non Le fa onore invece il riferimento a Repubblica…se esiste un dovere di informazione per chi svolge il mestiere di giornalista tale dovere non smette di essere violato solo perchè una notizia venga o meno acquistata!
    Così come un errore non può subire giudizi di valore da chi lo commette mentre può soggettivamente essere vissuta come sciatteria da chi subisce quell’errore come tragedia.O da chi,oggettivamente,se ne fa portavoce.Grazie ancora per lo spazio.

  13. Gent.mo Dott. Larosa,
    innanzitutto la ringrazio per la risposta e per dare spazio alle idee altrui.
    Io non ho mai evidenziato la figura professionale di Carletti, “limitandomi” a scrivere di lui come persona.
    Ribadisco la mia assoluta mancanza di voglia di vedere la vicenda trattata dal punto di vista di chi ha commesso il crimine, non si tratta del fatto che io debba o meno farmi un’idea sui fatti perché se Le ho scritto è perché, evidentemente, un’idea mia me la sono già fatta. Lei mi scrive che dovrei vedere “come verrà trattato l’argomento” mentre io sono dell’opinione che non dovrebbe essere trattato partendo da un’intervista del criminale in oggetto. Vive la liberté! citando gli sfortunati rivoluzionari e grazie per lo spazio che lascia a tutta la gente che, come me, tende a difendere la vittima di questa violenza che ha trovato e sta cercando di trovare la forza per andare avanti, ricucendo i brandelli di un’esistenza oramai segnata indelebilmente da quel giorno estivo. La Baleani, come donna, come essere umano e come parte lesa ha tutto il mio sostegno morale, per quanto questo possa servire.
    La ringrazio ancora per le risposte e per concederci lo spazio per esprimere le nostre opinioni a riguardo.

  14. Mi sembra piuttosto esagerato questo accanimento contro il dott.Larosa, il quale ha semplicemente annunciato l’inizio del programma della Leosini, se pur con una piccola imprecisione riguardante l’attività lavorativa del colpevole , che esula dalla questione morale.
    Non leggo in questo articolo nessuna difesa del carnefice!

  15. Gent.ma Dott.ssa Larosa,
    il caso di Bruno Carletti ha toccato tutti noi maceratesi da vicino, non solo per il fatto in sé ma anche perché dei protagonisti siamo, chi più e chi meno, tutti conoscenti.
    A me interroga fortemente il valore che si può attribuire – sia pure dietro il termine “cronaca” – ad una trasmissione che, se da un lato riapre ferite dolorosissime alla povera Francesca, dall’altro pone sotto i riflettori il reo confesso: per farne un novello macabro vip (come i protagonisti degli ultimi delitti sono, grazie alla tv, diventati)? E’ una ribalta di cattivo gusto, anche se è vero che ormai dalla tv non possiamo più aspettarci niente di sano o di costruttivo. Ma trovo che – oltre ai traumi di Francesca – portare in scena il “mostro” sia lesivo della dignità umana che anche un assassino merita.
    Come sempre più spesso, da un po’ di tempo in qua, sembra davvero non esserci più rispetto per nessuno; come se davvero contasse solo lo scoop, a dispetto di qualunque situazione, di qualunque dolore.
    A me, peraltro, sapere che Bruno era o non era sovrintendente cambia proprio poco, di fronte alla tragedia di cui si è reso protagonista: così come non credo che sia la stampa a dover rendere conto di un eventuale pentimento. “Sbatti il mostro in prima pagina” è un atteggiamento che reputo squalesco, ben sapendo come – in un mondo assillato dalla violenza e dalla guerra – il richiamo del sangue sia sempre più prossimo al richiamo della foresta.

  16. Sebbene non conosco personalmente le persone che sono state coinvolte in questa vicenda, mi associo alla richiesta di non mandare in onda la puntata sul caso Bruno Carletti. Condivido in pieno quanto espresso da Filippo Davoli e da tutti gli altri.

  17. I post su questa vicenda, essi sì mi lasciano interdetto, non il fatto che la trasmissione della Leosini tratti l’affare Carletti-Baleani. In che cosa si mancherebbe di sensibilità verso la poveretta parlando di questo tristissimo fatto alla tv? Tanto più in una bella trasmissione come questa, e non in una dei soliti contenitori pomeridiani di gossip. Ciò che è accaduto non è un fatto privato. Nessun fatto di rilievo penale lo è. E questo caso, per la sua particolare dinamica ha certamente destato lo stupore e lo sconcerto di molti. Ne consegue il desiderio di capire, per chi lo sconcerto e lo stupore non li viva come “patos” fini a se stessi, ma come stimoli per approfondire e penetrare negli “arcana” che determinano l’agire umano. Poi i rilievi puntuti e ripetuti con ulteriori post di precisazioni, come in una iperfetazione polemica, su questioni se Carletti fosse il direttore di quid piuttosto che il sovrintendente di aliud… Ma per favore… Si farebbe uno sgarbo ai maestri veri dicendo che sono commenti da maestrini. La Leosini mi ha sempre colpito per la delicatezza unita alla competenza con cui sa trattare gli spinossissimi casi al centro del suo programma. Mai l’ho vista indulgente verso gli assassini e i loro delitti, ma sempre attenta ai fatti e alla necessità di comprenderli e farli comprendere. Chi critica un conduttore di una trasmissione perché ci racconta i fatti, mentre gli assassini scontano così pochi anni di carcere o addirittura non ne scontano quasi affatto, secondo me sbaglia bersaglio. Non è stata la Leosini a dotarci di un sistema penale-giudiziario del genere. Rimpiango i tempi in cui gli ergastoli erano tali, e un assassino condannato poteva uscire dalla colonia penale o dal manicomio giudiziario solo da anziano, a quaranta- cinquanta anni dal fatto, magari per un breve permesso accompagnato dalle guardie per arrivare, che so io, al funerale dell’ultimo fratello rimasto in vita o casi simili. Quel mai abbastanza rimpianto mondo l’abbiamo (io no: l’hanno) voluto eliminare e poi uno se la prende con una giornalista perché ci racconta una storia?

  18. Signor Bonfranceschi!
    ma mi spiega che c’entra la Leosini e le sue storie? L’appunto polemico è tutto per chi scrive un po’ a casaccio per presentare un programma senza preoccuparsi di avere corrette informazioni. Comunque io non sono nè maestra nè maestrina solo prof.
    Come sembra ben sapere il dott.Larosa…
    Che su una cosa ha ragione, parlavo di sintassi e grammatica. Ma di quella che più conta. Quella dei sentimenti, con una puntina retorica che ben si colloca con la sua immagine dell’ergastolano tra Jean Valjean, Edmond Dantes e il mesto Luca col suo romantico segreto.
    La prof.

  19. Signor Giandorico
    la Dott.ssa Leosini.essendo una giornalista seria,sa che le scelte dei casi possono dare luogo a critiche o creare malumori proprio perchè si parla di “anime” e non solo di casi giudiziari penalmente rilevanti.E nessuno si è permesso di definirla “poveretta”..termine che lei usa per definire la Baleani che-mi consenta-tutto è meno che una poveretta ma una donna,ahimè una delle tante,che è stata massacrata da un uomo,secondo uno schema che ricorda tanto il Suo mondo nostalgico.
    Per quanto riguarda gli “appunti da maestrini”volevamo solo far rilevare che una notizia deve essere accertata prima di divenire messaggio in bianco e nero!
    Tantochè non è stata la Baleani a lasciare Carletti,come si legge..già ma questo è un altro schema nostalgico “DONNA LASCIA UOMO,UOMO UCCIDE”e guai a cercare di romperlo!Si tenga le Sue nostalgie ma lasci a noi la speranza di una comunicazione che abbia più rispetto delle persone e delle donne!

  20. Gent.mo Sig. Bonfranceschi,
    Convengo con quanto prima di me scritto dalla Sig.ra Sabrina e dalla Prof.ssa Platania.
    Credo che invece di lasciarsi vincere dal sentimento di “interdizione” farebbe meglio a rileggere quanto fino ad ora scritto da chi ha avuto la possibilità di dire la sua.
    Ognuno di noi ha espresso il suo punto di vista, senza vivere il succitato patos egoisticamente, credo che chi ha scritto abbia già capito e non sia per nulla attanagliato dalla curiosità morbosa di cui parlava il Sig. Davoli dello “sbatti il mostro in prima pagina”. Ribadisco per l’ennesima volta che ne avrei volentieri fatto a meno.
    Tutto ciò nulla toglie alla bravura giornalistica della Dott.ssa Leosini, che a quanto emerge anche qui, è indiscussa.
    Tanto meno viene lesa la possibilità offerta dal Dott. Larosa di emendare eventuali errori.
    “POVERINA”, comunque, se lo sarebbe dovuto risparmiare, nel nome del buon gusto di cui sopra.
    E’ per questo motivo che mi sento indignata (ma non sono interdetta) verso tanti maceratesi che compiangono una donna senza sprecare un attimo o un neurone del proprio cervello per cercare di comprendere la Baleani ed il complesso mondo che si cela dietro quel suo sorriso che in molti vediamo qui in città.

  21. Grazie Dott. Ruffini, grazie davvero

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