Chi sono i Talebani

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Genericamente in Occidente noi parliamo di Talebani: ma chi sono effettivamente e precisamente ?

Il termine talebani (pronuncia: taliban) indica nel mondo islamico semplicemente gli alunni delle madrase ( scuole islamiche) che preparano gli esperti della legge religiosa islamica  (sharia’ah= la via indicata da Dio). Ma il termine ha assunto altro significato per gli avvenimenti in Afganistan.

Dopo il ritiro dei russi nel 1989 le varie fazioni di insorti cominciarono a  combattere fra di loro  in un crescendo di distruzioni, stragi e violenze.  Per  porre rimedio al caos allora le autorità del Pakistan attuarono un  piano:  raccolsero nelle madrase del Pakistan alunni di etnia Pashtun (etnia maggioritaria dell’Afganistan ma presente anche in Pakistan), li armarono, organizzarono, addestrarono e li mandarono  in Afganistan. Poiché provenivano dalle scuole coraniche furono noti con il nome di talebani. Questi, mossi da zelo religioso, si presentarono come i rappresentati del credo islamico molto sentito dal popolo: fra lotte aspre e sanguinose riuscirono a controllare la maggior parte del territorio. Fu designato come loro capo il mullah Omar, figura di cui non si sa quasi nulla, probabilmente per sottolineare che si trattava del regno dell’ islam (dar el islam)  e non di quello di un uomo.

I talebani portarono però  all’estremo il  fanatismo: distruggevano i televisori (le immagini sono vietate nell’Islam), chiudevano tutte le scuole femminili, arrivarono a proibire gli aquiloni, a vietare il rumore delle scarpe delle donne, a distruggere le secolari statue di Budda. Inoltre si scontrarono sanguinosamente con le altre  etnie soprattutto con gli  Hazara (di origine mongola, di religione sciita) e poi con i Tagiki (di antica origine  persiana) e i turcomeni  (Alleanza del nord).

Tutto ciò avveniva nella assoluta indifferenza del mondo intero a cui nulla più interessava dell’ Afghanistan dal  momento in cui, con il ritiro russo, non era più sullo scacchiere della guerra fredda.

A denunciare il fanatismo  dei Talebani furono invece altri integralisti quelli della confinante repubblica islamica dell’Iran,  nel film franco iraniano  “Viaggio a Kandahar”.

L’attentato dell’11 settembre proiettò all’improvviso il dimenticato  Afghanistan al centro della politica mondiale. Gli americani ritennero che al  Qaeda e il suo capo  fossero i mandanti dell’attentato. I talebani non c’entravano assolutamente niente ma ospitavano al Qaeda: non vollero e non poterono scindere le proprie responsabilità. Rapidamente arrivarono gli Americani che si giovarono dell’aiuto dei loro nemici  dell’Alleanza del nord. I talebani malgrado i magniloquenti proclami di Omar e di Bin Laden che sarebbero  caduti tutti sul posto, si diedero a fuga disordinata e tutto il paese fu conquistato. Il potere provvisorio fu dato a Karzai esponete di una importante famiglia di Kandahar.

Tuttavia questi, anche con tutto l’aiuto occidentale, non è mai riuscito a controllare il paese come non ci sono mai riusciti né i re afghani  né gli invasori inglesi o russi.

Man mano, bande sempre più consistenti e  agguerrite hanno cominciato una lunga serie di attentati sanguinosi: vengono definiti tecnicamente nel linguaggio militare  “insorgenti”. Non sono più i “talebani” la cui organizzazione era stata già smantellata all’arrivo degli occidentali ma di persone che ne condividono  in qualche modo  le idee di integralismo  religioso che è comunque sempre dominate nel paese.

Si definiscono “al alayyum” i (veri) mussulmani in lotta contro tutti  gli ipocriti (munafiq), gli apostati ( murtadd), i miscredenti (kafir) cioè tutti quelli che danno una interpretazione moderna dell’islam e i loro sostenitori occidentali.

Ma insieme agli integralisti  e indistinguibili da essi vi è un po di tutto: clan, forze localistiche, trafficanti  di oppio, anche banditi comuni.

Non è che questo composito mondo possa realmente sfidare gli eserciti occidentali: ma sanno che questi non resteranno  per sempre  nel paese. E soprattutto lo sanno gli Afghani che temono molto quindi più gli insorgenti che resteranno che non gli occidentali che, prima o poi, andranno via.

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Una delle poche foto in cui compare il mullah Omar

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