Dom. Feb 5th, 2023
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calligrafia003Se volete sapere se qualcuno vi sta dicendo la verità non analizzate il suo linguaggio corporeo, i movimenti degli occhi e la scelta delle parole. A quanto pare il vero segnale per riconoscere una bugia è il modo in lui o lei scrivono. Gli scienziati sostengono di aver scoperto una serie di indizi-chiave “scopri-verità” nella calligrafia dei bugiardi. Hanno scoperto che quelli che scrivono bugie calcano più forte sul foglio, hanno segni più lunghi della penna e producono lettere più alte di quelli che stanno dicendo la verità. Le differenze sono troppo sottili per essere viste a occhio nudo ma possono essere scovate usando un computer e un “touch-sensitive pad”. Gli autori dello studio hanno sottolineato che la ricerca è ai suoi primi stadi ma indica che il sistema potrebbe un giorno essere usato per testare la veridicità delle richieste di prestito o le richieste di assicurazione.

I ricercatori dell’Università di Haifa in Israele hanno chiesto a 34 volontari di scrivere due brevi paragrafi, uno che riguardava un ricordo reale e uno un evento finto, una bugia, diciamo. I volontari hanno usato una penna elettronica wireless con un “tip” misuratore di pressione per scrivere i loro ricordi e le bugie su un foglio posto su una tavoletta di computer che monitorava e analizzava il loro stile di scrittura.

I ricercatori hanno dichiarato, nel “Journal of Applied Cognitive Psychology”, che in condizioni di scrittura del falso, di bugie, la pressione media, la lunghezza e l’altezza del segno erano significativamente più alti che in condizioni di scrittura di fatti veri.

Gli psicologi hanno suggerito che mentire cambia la calligrafia perché forza il cervello a lavorare più duramente interferendo con il normale processo di scrittura.

Il prof Richard Wiseman, psicologo dell’Università dell’Hertfordshire, ha dichiarato che la tecnica è promettente ma che necessita di essere testata su scala molto maggiore perché, essendo un test meno intrusivo delle macchine della verità, potrebbe essere usato nei colloqui dei candidati a un posto di lavoro.

Thanks to David Derbyshire – Daily Mail

L’immagine è tratta dal sito http://media.photobucket.com/

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