Seconda vittima dell’influenza A in Italia

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papardo

Secondo decesso in Italia in seguito al contagio da virus A/H1N1. Vittima Giovanna R., una donna messinese di 46 anni.
La paziente era stata ricoverata il 30 agosto presso il reparto malattie apparato respiratorio dell’Ospedale Papardo di Messina (foto), evidenziando un “grave quadro di insufficienza respiratoria per estesi addensamenti polmonari bilaterali”. I primi interventi si sono risolti in un supporto ventilatorio non invasivo. L’affezione dal virus della nuova influenza è stata, però, diagnosticata solo il 5 settembre, dando avvio al trattamento farmacologico con antivirali, come da protocollo. Dopo un primo miglioramento, l’8 settembre il quadro clinico dell’apparato respiratorio è peggiorato, rendendo necessario il ricovero presso il reparto di rianimazione, nonché l’intubazione e il coma farmacologico. Il 14 settembre, con il consenso dei familiari, è stato somministrato anche un nuovo farmaco in via sperimentale, contenente un’alta percentuale di proteina C attivata, considerato il più potente antinfiammatorio polmonare esistente. Le condizioni della donna si sono mantenute stabili, lasciando intravedere un certo ottimismo tra il personale medico. Il 19 settembre, purtroppo, sopraggiunge un “gravissimo peggioramento delle condizioni cliniche, che ha determinato alle ore 16.00 crollo emodinamico e respiratorio con conseguente arresto cardiaco irreversibile alle 16.20”, come riportato sulla cartella clinica.

Le prime voci, diffuse dopo il decesso, indicavano come la donna fosse precedentemente affetta da broncopolmonite. Lo conferma Tanino Sutera, direttore dell’unità di rianimazione, “la paziente è deceduta per un peggioramento della respirazione. Aveva già sviluppato una broncopolmonite massiva sulla quale si è innestato il virus influenzale A, che ha provocato gravi difficoltà di ossigenazione”.
Immediata la smentita da parte della sorella della vittima: “Mia sorella era sana. Non era fumatrice, non aveva broncopolmoniti pregresse, non aveva nessuna patologia sistemica che potesse giustificare una sua non risposta ai farmaci e a tutto quello che i medici, veramente con grande professionalità, hanno fatto”. Avvolte nel mistero anche le modalità di contagio: “non abbiamo avuto contatti con persone che siano state all’estero, lei quest’estate non è andata all’estero ma è stata alle isole Eolie”, ha precisato la sorella.
Armando Caruso, direttore generale del Papardo, ha tenuto a precisare che presso la struttura “sono state curate 21 persone affette dal virus A, 11 ricoverate e 10 solo visitate, e posso assicurare che stanno tutte bene. In quest’ ultimo caso purtroppo non è andata così”. “Posso assicurare che i nostri medici hanno fatto di tutto e hanno seguito tutti gli standard previsti”, ha proseguito.
Con ogni probabilità potrebbe trattarsi del primo decesso in Italia dovuto esclusivamente al virus dell’influenza suina. E’ un’ipotesi che traspare anche dalle parole di Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità: “Dai primi dati non possiamo escludere che la donna deceduta a Messina sia morta a causa del virus dell’influenza A (…) ci sono casi, per fortuna pochi, in cui il virus si trasforma in una polmonite virale acuta”.
Il dubbio verrà chiarito da un approfondimento delle indagini.
L’assessore regionale alla Sanità ha difatti disposto un’ispezione presso l’ospedale Papardo allo scopo di accertare le cause del decesso e la correttezza dei protocolli terapici adottati.
Un fascicolo verrà aperto anche dalla Procura che ha già disposto l’autopsia sul corpo della vittima.

In Italia i casi più gravi da contagio da influenza A sono attualmente cinque (localizzati nelle città di Roma, Monza, Mantova, Cesena e Firenze).  Le condizioni dei pazienti si mantengono stabili.

foto:  Virtual Earth

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