Sit in degli agenti di polizia penitenziaria a Montecitorio

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E’ in corso la manifestazione oggi a Roma a Piazza Montecitorio dove circa 400 poliziotti penitenziari, provenienti da tutte le regioni d’Italia, protesteranno “contro un sistema penitenziario che non riesce più a garantire dignità e civiltà, trasformando la pena in supplizio e il lavoro in tortura”. Eugenio Sarno, segretario generale della Uil-Pa penitenziari, dà un significato particolarmente simbolico dell’iniziativa che vuole sollecitare un dibattito parlamentare sulle condizioni del sistema penitenziario italiano, sempre più illegale e criminogeno; per spezzare quel muro di silenzio che avvolge nell’oblio questo vero dramma sociale e impedire che venga disperso quel patrimonio di conoscenza e consapevolezza che tanti parlamentari hanno acquisito vistando le prigioni nazionali lo scorso Ferragosto”. Da qualche giorno è stata superata anche quota 64mila detenuti e in tutte le regioni la soglia della capienza massima regolamentare è stata sfondata mentre notevoli problemi si registrano per le ferie della polizia penitenziaria. Sarno sottolinea che l’indice medio di sovraffollamento nazionale è di circa il 49% (64.463 detenuti al 18 settembre contro i 43.218 posti disponibili), che le punte massime sono in Emilia Romagna (4.630 detenuti, 92,28 % di sovraffollamento) e in Puglia (4.267 detenuti, 68,32 %); il fanalino di coda è l’Umbria con 1.293 detenuti e un indice di sovraffollamento pari solo al 14,73%. Al momento sono 3.401 i posti non disponibili per motivi vari cui si aggiungono altri 781 non disponibili per l’inagibilità delle celle.

Sarno aggiunge che così saltano i riposi e le ferie, si raddoppiano i turni, si ricorre sistematicamente allo straordinario che non viene nemmeno pagato e tutto questo alimenta disagio, rabbia, frustrazione, depressione e delegittima sempre più la stessa Amministrazione. La Uil-Pa penitenziari diffonderà i “veri dati sulle carceri italiane” in contrapposizione a quelli forniti dal Dap e fa sapere che ha più volte sollecitato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, a convocare un tavolo permanente sui gravi problemi senza ottenerne alcuna risposta. Sarno conclude affermando che quella di oggi rappresenta anche per il ministro l’ultima chance prima di arrivare a un inevitabile irrigidimento delle ispettive posizioni; se continuerà a perpetuare la sua indifferenza non potrà non essere considerato complice attivo e partecipe del disastro che è sotto gli occhi di tutti.

Fonte www.apcom.net

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