L’atleta Caster Semenya e l’ambiguità dei generi sessuali

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APTOPIX SOUTH AFRICA SEMENYA'S RETURNLa controversia  sull’identità sessuale dell’atleta sudafricana Caster Semenya ha permesso al pubblico di avere un’idea sulla complessità dei generi sessuali.

A prima vista l’argomento dovrebbe essere abbastanza semplice: una persona è o maschio, con un cromosoma X e uno Y, o una femmina, con due cromosomi X. Ma la realtà è che un certo numero di condizioni possono confondere la linea di demarcazione tra i due generi. Dopo la finale degli 800 metri lo scorso 19 agosto ai Campionati mondiali di atletica a Berlino l’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica ha annunciato di aver chiesto a Semenya di sottoporsi a dei test per verificare che fosse donna e il portavoce dela IAAF, Nick Davies, ha descritto i test come “estremamente complessi, difficili” secondo la rivista “Nature” che spiega anche che alcune persone con due cromosomi X possono sviluppare caratteristiche maschili mentre altre con un cromosoma X e uno Y non svilupperanno mai caratteristiche maschili; mentre altre (nello specifico maschi che sono XXY) sfidano il pensiero comune sui generi sessuali lungo le linee femmine XX e maschi YY. Alcune persone con due cromosomi X hanno le condizioni mediche che elevano i livelli androgeni (che stimolano o controllano lo sviluppo e il mantenimento delle caratteristiche maschili); altre persone nate XY non si sviluppano come maschi a causa della sindrome da “insensitività androgena”. Mentre gli individui XX con molti androgeni sviluppano caratteristiche maschili gli individui XY che non sono sensibili a ciò possono crescere con caratteristiche femminili. Il dott Myron Genel, pediatra ed esperto in disordini dello sviluppo sessuale alla Yale University, ha dichiarato alla rivista Nature che questa “in sensitività androgena” fa ottenere un vantaggio atletico attraverso queste condizioni improbabili in molti casi.

La rivista Scientific American, in un articolo del 2007, riporta che circa uno su 4.500 neonati mostrano genitali ambigui alla nascita come un clitoride che sembra un pene o viceversa.

Il caso di Semenya non è senza precedenti. Il Los Angeles Times riporta che ai Giochi Olimpici del 1996 ad Atlanta si determinò che otto atlete avevano i cromosomi XY e non fu permesso loro di competere, aggiungendo che ulteriori studi hanno poi mostrato che erano fisiologicamente femmine anche se i loro geni dicevano che erano maschi e quindi furono poi riammesse.

Thanks to Larry Greenemeier www.scientificamerican.com

1 commento

  1. Brava! finiamola con i pregiudizi!

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