Metti un sera…al Lido dei Ciclopi di Aci Trezza

Print Friendly, PDF & Email

dscdomenici…Una sera fatta di ben due momenti di spettacolo di giovani artisti siciliani: prima “Nuddu miscatu cu’ nenti”, un dialogo scritto da Dario Cocciante e da lui interpretato insieme a Daniele Sapio e poi “Mòsica”, una serie di scenette comiche del duo Tina e Pica, al secolo Amalia Contarini ed Eliana Esposito.

Aci Trezza, una delle perle della costa catanese, celebre per i suoi faraglioni e per essere la “location (si direbbe in termini cinematografici), del verghiano “I Malavoglia; i Ciclopi che si riferiscono, sì, alla dimensioni dei suddetti faraglioni ma ci danno anche un accenno omerico a Ulisse e alla sua lotta vittoriosa contro questi esseri con un solo occhio.

Ed è proprio a quest’ultimo elemento che si sono ispirate per iniziare il loro spettacolo Tina e Pica, cioè Amalia Contarini ed Eliana Esposito, ed è da loro che vorremmo iniziare per una sorta di cavalleria.

Queste due brave attrici del circuito teatrale catanese, che abbiamo avuto modo di applaudire, nella scorsa stagione, in ruoli anche drammatici, hanno rivelato una tale verve comica, una così perfetta conoscenza dei tempi teatrali da provocare risate continue e convinte nel pubblico presente che le ha premiate, a fine spettacolo, con un prolungato e calorosissimo applauso condito da “brave” urlato da più parti. Come in tutti i “duo” comici che si rispettino, anche qui c’è una “spalla”, ruolo importantissimo, impersonato dalla brava Eliana Esposito, e il comico, la incredibile Amalia Contarini che si è rivelata travolgente nella sua comicità fatta di perfetta mimica facciale, di entrate in scena volutamente disastrose, di continua disturbo e di tante altre piccole gags che riecheggiano, nella nostra memoria, tanti comici del passato. E riflettevamo sul fatto che è alquanto raro applaudire un duo comico al femminile e per di più con una così perfetta sintonia; in genere questo è appannaggio dei comici uomini, da Franchi e Ingrassia a Chiari e Campanini a Tognazzi e Vianello tanto per citarne alcuni; le attrici comiche, normalmente, non amano condividere la scena o, forse, non trovano la “spalla, adatta come, invece, sono riuscite a fare Tina e Pica.

E ora passiamo al primo, in ordine cronologico, dei due spettacoli di ieri sera, il dialogo un po’ surreale con echi del teatro dell’assurdo, scritto dal giovane Dario Cocciante. E’ la storia di due uomini che si incontrano in una improbabile stazione ferroviaria dove i treni non arrivano mai e dei loro discorsi, senza un apparente filo logico, tra equivoci, nervosismi e conseguenti riappacificazioni con la figura, sempre presente ma invisibile, di un scrittore deus ex machina che muove i fili di questa commedia. Il testo ci è sembrato davvero molto valido, la recitazione di Daniele Sapio, nel ruolo del povero malcapitato ignaro che subisce i discorsi dell’altro, ben modulata nei toni e nei gesti sotto la sapiente regia di Riccardo Maria Tarci. Un unico appunto, non ce ne voglia Dario Cocciante, più che altro un suggerimento per la prossima messa in scena di questo sua opera: sarebbe stata forse una scelta migliore se si fosse limitato al suo ruolo di autore non perché non abbia saputo ben impersonare la sua parte, ma lo stesso regista, dalla lunga e vasta esperienza attoriale, sarebbe stato assolutamente perfetto in quel ruolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*