Stato di calamità naturale per le isole Samoa

Print Friendly, PDF & Email

SAMOATSUNAMI3Il sisma registrato la scorsa notte, fra le Samoa occidentali e le Samoa americane, con una magnitudo 8.0 ed una profondità di 18 km, ha scatenato onde anomale colossali che hanno inondato e distrutto interi villaggi e ucciso almeno 113 persone, secondo fonti ufficiali. Innumerevoli sono ancora i dispersi tra le macerie dei villaggi rasi al suolo.

Il numero delle vittime è quello accertato nelle isole Samoa occidentali e americane e nel vicino arcipelago di Tonga dalle fonti ospedaliere. Una fonte dell’ospedale Tupua Tamasese delle Samoa ha detto alla France Presse che nelle Samoa indipendenti sono stati finora contati 84 morti. Nelle Samoe americane hanno perso la vita 22 persone, secondo le autorità, e altre sette sono morte nelle Tonga. Decine di persone sono date invece per disperse nelle Samoa, dove le comunicazioni con numerosi villaggi sono interrotte.

Persone e auto sono state trascinate in mare, mentre la popolazione si è rifugiata in terreni più elevati per sfuggire ad una serie di ondate alte fino a otto metri, di cui almeno cinque, secondo i testimoni, hanno colpito la parte meridionale dell’arcipelago nel Pacifico, diviso tra Samoa americane e Samoa occidentali, che hanno oltre 280 mila abitanti. Il presidente americano Barack Obama ha dichiarato lo stato di calamità naturale nell’arcipelago, dove molte aree sono rimaste prive di elettricità e acqua. Il sisma si è prolungato per oltre due minuti facendo scattare l’allarme, esteso fino alla Nuova Zelanda ed alle Hawaii, poi revocato dalle autorità.

Stanno bene e sono stati tutti contattati dall’ambasciata italiana presso la Nuova Zelanda, i 16 connazionali che si trovano al momento nella Samoa americana. Lo ha riferito a SkyTg24 l’ambasciatore Gioacchino Trizzino. Il diplomatico ha raccontato che solo un’italiana, proprietaria di un piccolo resort che è andato distrutto, ha avuto qualche piccolo problema, ma è riuscita a mettersi in salvo all’arrivo dell’onda anomala. L’ambasciatore Trizzino ha riferito inoltre che rispetto al bilancio delle vittime – un centinaio – fra le Samoa occidentali e le Samoa americane, è ancora incerto. Nessuna vittima, risulta, per il momento, negli altro arcipelaghi vicini del Pacifico, come le isole Tonga.

Nelle Samoa americane lo tsunami ha colpito l’unico Parco Nazionale Usa a sud dell’Equatore, dove decine di turisti e operatori risultano dispersi: l’acqua ha inondato fino ad oltre un chilometro di terraferma. La capitale delle Samoa occidentali, Apia, è deserta, con scuole e negozi chiusi, mentre migliaia di persone sono state trasferite in terreni più elevati.

Le preoccupazioni maggiori sono ora per il rischio di frane, e per la difficoltà a raggiungere le comunità isolate delle isole minori. Australia e Nuova Zelanda, oltre agli Usa, si affrettano a inviare aiuti e personale di soccorso: la Caritas australiana ha avviato una raccolta di donazioni. Wellington manda aerei militari Orion per consegnare aiuti ed aiutare nella ricerca dei sopravvissuti.

“Siamo pronti ad unirci allo sforzo internazionale ove occorra e a mandare aiuti umanitari”. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, riferendosi allo tsunami che ha colpito le isole Samoa. “Questo possiamo farlo – ha detto – come unità di crisi e Protezione civile”.

Foto tratta dal sito www.asca.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*