Ru486, la battaglia continua

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pillola

Il sì definitivo per l’utilizzo della pillola abortiva RU486 slitta al 19 ottobre. Ieri 30 settembre il cda dell’agenzia del farmaco è giunto alla decisione che salvaguarda il proprio ruolo “tecnico” cercando di non cozzare con l’ideologia del centrodestra. Il ministero della Salute afferma e conferma che il cda ha solo approvato il verbale della seduta precedente e non ha affatto consentito la sua commercializzazione definitiva. Nel contempo il Parlamento stesso, se vorrà, potrà esprimere il suo autorevole parere. Diversi e contrastanti i pareri sulla Ru486: dall’olocausto silenzioso di Luca Volontè (Udc), a pagina nera per le donne e l’Italia per Enrico La Loggia (Pdl), estremamente soddisfatta Livia Turco del comportamento del Comitato Tecnico Scientifico che palesemente sconfigge la politica del centrodestra.

L’Aifa ha dunque predisposto il funzionamento della Ru486 nel modo seguente:

  1. la paziente ingerisce una pillola di mifepristone (un antiormone scoperto nel 1982) durante le prime sette settimane di gravidanza;

  2. il farmaco provoca il distacco dell’embrione dall’utero;

  3. dopo due giorni la paziente torna dal medico per il secondo farmaco: misoprostol;

  4. il misoprostol provoca le contrazioni atte all’espulsione dell’embrione;

  5. entro due settimane è indispensabile una terza visita medica per verificare la relativa e totale espulsione dell’embrione.

Tutto ciò non incoraggi alcuna ma aiuti a riflettere. In ogni caso le scelte sono dettate da eventi strettamente personali. La coscienza è tutta un’altra storia.

Fonte: La Repubblica

L’immagine è tratta dal sito:

blogscienze.com

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