L’Enpa chiede il ritiro di Baarìa

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L’Ente Nazionale protezione animali vota contro Baarìa, il film di Giuseppe Tornatore uscito nelle sale cinematografiche da poche settimane; l’Ente protezione animali, chiede alla Procura, l’urgente sequestro di tutte le copie della pellicola attualmente presenti sul territorio nazionale.

L’istanza è stata avanzata dal Presidente Carla Rocchi, secondo la quale, la scena dell’uccisione del toro iniziata con un punteruolo e finita con lo sgozzamento dell’animale ancora in vita, è davvero inquietante.

Nell’esposto, si ipotizzano i reati di uccisione e maltrattamento di animali ed è stato del resto, come si legge nell’atto, lo stesso regista Tornatore ad ammettere l’autenticità della scena girata inoltre anche all’estero, in Tunisia per l’esattezza.

Un reato compiuto al fine della produzione cinematografica, allo scopo cioè di rendere autentica la scena, secondo quella che era la tradizione e l’uso nell’antica Sicilia degli anni ‘30; in passato, con il sangue delle bestie uccise così barbaramente, si curavano le persone ammalate di anemia, ed era anche efficace come metodo di cura.

Oggi siamo molto distanti da quel tipo di realtà e soprattutto Baarìa è una realtà cinematografica all’interno della quale, poteva anche essere utilizzata la tecnologia moderna degli effetti speciali per evitare di consumare davanti alle telecamere, una scena tanto cruda, violenta,  per poi giungere allo sgozzamento così brutale di una povera bestia, senza nemmeno stordirla.

Ormai del film Baarìa si parla solo in riferimento alla crudeltà di quella scena violenta, sottovalutando tutto ciò che il regista Tornatore ha invece voluto ricreare, riproducendo quella realtà  siciliana lontana decenni ma che emoziona, commuove come un’incantevole poesia, gli abitanti di Bagheria del passato e anche del presente.

È come se la scena incriminata riassumesse tutta l’intera pellicola e obiettivamente, non è così, a testimonianza di chi il film l’ha visto.

Come sostiene l’avvocato Buratti, se qualcuno ritenesse che la scena di questo film denunciata sia stata girata in Tunisia per evitare sanzioni penali in Italia, dovrà del tutto ricredersi, perché previa istanza al ministro della Giustizia, il procedimento penale potrebbe radicarsi in Italia.

 

Fonte: www.leggo.it

Immagine tratta dal sito: www.immaginigoogle.it

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