Tragedia di Messina: le promesse del governo

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Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi  si è recato in Sicilia, sui luoghi del terribile nubifragio che giovedì scorso ha tragicamente sconvolto gli abitati della costiera messinese.
Dopo aver sorvolato in elicottero le zone colpite – in compagnia di Guido Bertolaso – ha fatto visita ad alcuni sfollati ospitati presso le strutture alberghiere di Messina. E’ seguita una conferenza stampa puramente informativa presso la Prefettura del capoluogo peloritano, durante la quale il Premier ha illustrato le linee guida degli interventi straordinari da attuare a favore delle famiglie colpite dal disastro.
Sospensione dal pagamento di tasse e mutui. Assicurata entro quattro-cinque mesi la costruzione di nuovi edifici, seppur in zone diverse da quelle originarie: “Quelle zone non sono più abitabili. Costruiremo nuovi quartieri come quelli fatti a L’Aquila. I soldi non sono un problema, il governo metterà le risorse necessarie. Gli enti locali dovranno occuparsi di individuare le nuove aree edificabili”. Il prossimo Consiglio dei Ministri sancirà un primo stanziamento di fondi, che si aggiungerà a quello della Regione Sicilia (20 milioni di euro). Al proposito, è stato indicato nel governatore Raffaele Lombardo, il commissario straordinario che gestirà il post-emergenza.  Inoltre, sancito anche lo sforzo rivolto a per stanziare un miliardo di euro per le aree a rischio idrogeologico dell’intero Paese. Cifra peraltro risibile rispetto a quella ipotizzata necessaria dal Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso: 25 miliardi di euro.
Il Premier ha anche sottolineato l’impegno delle unità coinvolte nei soccorsi e il pronto allerta lanciato dalla Protezione nella giornata di mercoledì 30 settembre, il giorno antecedente il nubifragio. Circostanza questa però smentita dalla prova dei fatti, dato che nessun allarme reale è stato lanciato né alle autorità né alle popolazioni, se non un blando comunicato meteo che non lasciava presagire la pericolosità della catastrofe, impedendo che venissero prese concrete contromisure. Lo conferma anche il Sindaco di Messina: “L’unità di crisi l’ho chiesta io alle 19 di giovedì, quando già il nubifragio era in atto da una mezzora e semplicemente perché alcuni amici, che abitano a Giampilieri, mi hanno chiamato per dirmi che lì stava venendo giù tutto”.

Silvio Berlusconi è stato comunque accolto calorosamente dagli sfollati, uniti da un’unica richiesta: quella di non essere abbandonati.
Non sono comunque mancati malumori per la scelta del Presidente di non essersi recato di persona sul luogo del disastro. Polemiche anche davanti la Prefettura, con una cinquantina di dimostranti del comitato «No Ponte» che – protestando contro la scelta che in questi anni ha visto un impegno per la progettazione del ponte sullo stretto, piuttosto che sulla messa in sicurezza delle aree franose del messinese –  hanno inveito contro Lombardo e il ministro Matteoli, costringendo Berlusconi ad entrare nell’edificio attraverso un ingresso secondario. Una protesta che fa da eco alle parole del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha sottolineato come al paese serva più sicurezza e non opere faraoniche.
La risposta a tale polemica non tarda ad arrivare. Giunge dallo stesso Altero Matteoli, in un intervento televisivo odierno a Canale 5. Il Ministro ha assicurato che il Ponte sullo Stretto si farà. Precisando che se fossero già state avviate le opere collaterali alla realizzazione del ponte, “il disastro sarebbe stato inferiore” (sic).

foto: il Giornale

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