La mente geniale di Robert Fripp

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rock progressive

Nell’ottobre 1969 in G.B. un signore occhialuto ed eccentrico che suona la chitarra da quando aveva undici anni e all’ anagrafe risponde al nome di Robert Fripp con la collaborazione di Pete Sinfield paroliere e tecnico di palco  da  vita ai King Crimson. Alla sua corte giungono Greg Lake al basso e voce che nel 1970 entrerà negli Emerson Lake and Palmer, Ian Mc Donald  al sax, flauto, mellotron, tastiere e voce, Mike Giles alla batteria. Entrano in studio e danno vita ad un album che entrerà di diritto nella storia del rock. Il titolo è “In the court of Crimson King, an observation by King Crimson”. Inconsapevoli saranno i promotori della scena progressive. Le strutture rock sono contaminate dai barocchismi della musica classica. In questo esordio primordiale ci sono gli elementi che consolideranno i King Crimson come una delle band più straordinarie  mai apparse sul pianeta rock. Da lì a poco fioriranno altri gruppi progressive come i Genesis di Anthony Banks e non di Peter Gabriel prima e di Phil Collins dopo come si è sempre creduto, gli Yes di Chris Squire e Jon Anderson, gli Emerson Lake and Palmer di Keith Emerson, i Jethro Tull di Ian Anderson, i Gentle Giant dei fratelli Shulman, i Van der Graaf Generator di Peter Hammill e la scuola di Canterbury con i capiscuola Soft Machine di Robert Wyatt, ma queste sono altre magiche storie. I King Crimson piu’ che un gruppo sono un laboratorio musicale gestito dal genio di Robert Fripp. Quando decide di entrare in studio ha le idee chiare. Fripp dice: “Quando sento che la musica ha bisogno di nuove idee, i King Crimson sono pronti a proiettarsi in arditi progetti e decidono di realizzarli”. Quando nell’ottobre del 1969 decidono di pubblicare l’album anche la cover art realizzata  dal giovane disegnatore Barry Godber che morirà a soli ventisei anni per arresto cardiaco a pochi mesi è curata nei minimi particolari. Il disegno raffigura, un uomo schizoide che urla,da notare da come è spalancata la bocca sembra di vedere anche l’interno dello stomaco. La copertina diverrà un icona presente sulle mura di molti set di film e in alcune tavole del fumetto edito dalla Bonelli “Dylan Dog” nome ispirato al poeta gallese Thomas Dylan e non al famoso Bob Dylan (Robert Zimmermann) come si pensava. L’apertura di “In the court of Crimson King “è affidata al brano “21st century schizoid man” il suo incidere inquieto e aggressivo è un pugno allo stomaco. Le strutture  rock vivono di combinazioni fino ad allora non ancora visitate. Gli incastri basso, sax e chitarra ,il drumming dirompente di Mike Giles e infine la voce distorta di Greg Lake non possono passare inosservati. E’ considerata una delle canzoni piu’ belle della storia del rock. Il manifesto del rock progressive. La seconda traccia “I talk to the wind” è aperta da un flauto dolcissimo  che con la sua melodia avvolge l’ascoltatore ammaliandolo e conquistandolo sin da subito. La voce eterea di Greg Lake, uno dei migliori vocalisti della storia del rock fa tutto il resto. Si passa ad un’altra pagina memorabile ovvero alla solenne”Epitaph”che include “March for no reason and Tomorrow and Tomorrow” dove il tappeto sonoro è sviluppato dal mellotron.Il brano contiene un’ inciso da accapponare la pelle” Confusion will be my epitaph”, ottime e di rara bellezza le traiettorie disegnate dagli arpeggi acustici. Segue “Moonchild” che include “The dream  and the illusion” una composizione dilatata , colorata dalla voce suadente di Greg Lake , dominata dai ritmi nervosi di Giles e gli sviluppi chitarristici di  Fripp , divenendo una jam dai sapori lisergici. Le parole di Pete Sinfield creano atmosfere fantasy. L’opera si conclude con la title track “In the court of Crimson King” che  include “The return of fire witch and the dance of the puppets”. Anche in questo brano il mellotron colora  il pezzo ben coaudivate le parti  vocali e gli assoli di flauto. Che dire 40 anni fa nasceva un album che nessuno si immaginava diventasse una pietra miliare del rock progressive. Oggi alcuni gruppi come i Tool e gli Anekdoten sono ispirati proprio da questo capolavoro. A parer nostro, avendo conosciuto Robert Fripp a Catania ed i king Crimson in concerto a Roma e Firenze in una delle tante riunioni con Bruford, Mastellotto, Belew, Levin e Gunn possiamo asserire che senza quest’ uomo dall’ aria gentile e sfarzosa il rock non sarebbe stato lo stesso. Grazie mister Fripp d’averci fatto sognare e viaggiare nel mondo senza muoverci dalle nostre stanze.

L’immie è tratta dal sito: clusterone.splinder.com

1 commento

  1. IL POSTO PIU’…
    …la radio trasmette un brano geniale
    di Peter Gabriel e Phil Collins
    ed io mi abbandono
    in un sconcerto incontrollato…

    Dopo aver a lungo incalzato riesco a parlottare
    Con Peter e Phil
    E a dormire con loro nel giardino del Paradiso musicale :
    Il posto più del panorama fiorito
    La distanza fra il coraggio di scrivere
    E la conoscenza incisa dal paranormale.

    Credo ne sia valsa la pena di vivere?
    Per volare dentro una bolla di aria pura
    Per trovarmi
    Nascondermi e moltiplicarmi
    Impolverarmi
    Raccogliermi
    E non aver fretta di cercare la verità.

    Prima di dormire
    Phil stringe la mia mano in ebollizione
    Mentre Peter osserva la scena fra i cespugli…
    E gli angeli trasmettono la sera.

    Arriva la testimonianza dell’evento
    Per tutti coloro che annaspano
    Nello spirito irato del nostro tempo
    Come in un rullante sorriso
    Screpolato
    Che non è più con noi
    Perché di noi assilla il boato.

    “È stato bello trattenermi un po’.”
    Saluto a braccio alzato Peter e Phil
    E volo via
    Nel posto più :
    Per respirare dentro una bolla di folla
    Per ritrovarvi
    Avvicinarvi troppo e incantarmi
    Commentarvi
    Illuminarvi
    E appoggiarmi sulla ressa di quella mossa.

    Torna e ricurva poter di Luna
    La mangiatoia si trasforma
    In una scolata invitante
    Le mani appaiono per miglia e miglia
    Il sudore inizia a sgolarsi
    e il respiro si arrende alla fusione di Peter e Phil…
    In volo, in una soffiata di musica pregiata.
    “Da qui
    Vedo la bolla del suono.”

    Abbiamo discorsi, una strada,
    Forse una casa, una chiesa
    Ma il sole scoppierà un giorno
    E la tenda sarà tesa.
    Thanks to Peter and Phil.

    ©
    Da “Il cuore degli Angeli”
    di Maurizio Spagna
    http://www.ilrotoversi.com
    info@ilrotoversi.com
    L’ideatore
    paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

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