Un indiano fra i Nobel

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Grande soddisfazione e legittimo orgoglio si sono manifestati in tutta l’India per l’assegnazione del nobel per la chimica a Venkatraman, uno  scienziato nato nel paese. Tutta la stampa mette in prima pagina l’assegnazione del Nobel.

Venkatraman, ”Venky’ ‘Ramakrishnan, 58 anni, ha avuto la sua prima formazione nella città di Chidambaram, nel Tamil Nadu, e a Vadodra, Gujarat. In seguito però si trasferì negli Stati Uniti aggiungendosi alla lunga lista degli indiani che formati in India poi si sono inseriti nell’ambito della ricerca occidentale, attualmente lavora presso il Laboratorio di Biologia Molecolare MRC di Cambridge.

Egli dividerà il premio con il dottor Thomas Steitz dell’Università di Yale, nel Connecticut, e la dottoressa Ada Yonath del Weizmann Institute of Science in Israele, per il lavoro sulle proteine-ribosomi che producono, e traducono  le informazioni del DNA nella vita.
L’importanza pratica del lavoro di  Ramakrishnan nasce dal fatto che i  ribosomi sono  presente in tutte le cellule viventi, compresi quelli dei batteri; possiamo dire con una immagine che il manuale di istruzioni per la creazione di proteine è il DNA, ma il ribosoma è la macchina che tiene le informazioni trascritte in RNA e le trasforma in proteine.

Il ribosoma costituisce un buon bersaglio per la terapia antibiotica che agisce bloccando la capacità di batteri per produrre le proteine di cui ha bisogno per funzionare.
La ricerca di Ramakrishnan sulla disposizione degli atomi nel ribosoma ha permesso non solo di acquisire una conoscenza approfondita di come essa contribuisce alla produzione di proteine, ma anche di vedere direttamente come gli antibiotici si legano a specifiche  tasche nella struttura dei ribosomi.
Ramakrishnan, Steitz e Yonath hanno dimostrato come funziona a livello atomico, utilizzando un metodo di visualizzazione chiamata cristallografia a raggi X per mappare la posizione di ciascuna delle centinaia di migliaia di atomi che compongono il ribosoma.

Gli scienziati sono convinti sempre più che la conoscenza del ribosoma ha creato gli obiettivi per una nuova generazione di antibiotici.

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Foto da “The Times of India”

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