Scuola: in bilico l’inserimento a “pettine”

Scuola: in bilico l’inserimento a “pettine”

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Dopo  l’ordinanza del Tar del Lazio di sabato a favore dell’inserimento in graduatoria secondo il punteggio posseduto, è stato presentato un emendamento al decreto legge sui precari che dovrebbe risolvere la questione della gestione delle graduatorie d’attesa. L’emendamento è stato presentato ieri dalla Relatrice, on. Paola Pelino del Pdl, in XI Commissione per impedire nell’a.s. 2009-2010  l’inserimento a pettine nelle tre province aggiuntive, scelte dai docenti che hanno vinto il ricorso al TAR. La votazione è prevista per oggi.

D’altra parte, la posizione della maggioranza è stata espressa con chiarezza da Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato: ”Quella di garantire le legittime aspettative dei docenti che hanno da tempo scelto una provincia e non devono essere scavalcati dai nuovi inseriti, è una battaglia della Lega Nord”.

Dello stesso avviso la Cisl Scuola, che dalla voce di Francesco Scrima, fa sapere di essere favorevole ad un intervento di tipo legislativo che faccia chiarezza sulla questione graduatorie. In tutte le altre province – che a differenza del passato, non comporta un trasferimento ma sono date come opportunità aggiuntiva – è giusto adottare soluzioni che non contrastino con i diritti e le legittime aspettative di altri precari i quali, avendo scelto, a suo tempo, quella graduatoria, chiedono di non vedere compromessa e vanificata la loro posizione”.

E nel frattempo dalla maggioranza si cerca anche di agevolare l’uscita dei docenti: è quanto prevede un emendamento alla Finanziaria,  avanzato dal senatore Giuseppe Valditara.

Si propone uno scivolo di due anni per i prof che entro il 31 gennaio 2010 lascino in modo volontario il lavoro. ”Al personale docente delle scuole statali, collocato nell’ultima fascia stipendiale, che entro il 31 gennaio 2010, con decorrenza dal successivo primo settembre 2010, rassegni le dimissioni volontarie dall’impiego, è concesso – si legge nel testo – un accredito contributivo figurativo di due anni, utile anche ai fini del raggiungimento del requisito minimo per ottenere il trattamento di pensione di anzianità. Nel caso in cui il docente fosse già in possesso dei requisiti minimi previsti, l’anzianità contributiva posseduta, viene incrementata di un anno per coloro che presenteranno le dimissioni entro la predetta data”.

Ma non mancano le critiche al testo ”blocca sentenze Tar”: Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, l’Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione, che ha patrocinato i ricorsi alla magistratura amministrativa, ha spiegato che il testo ”assume sempre più i contorni di una legge ad ‘personam et contra ius’, che sfugge al criterio della generalità della norma e pone un conflitto tra poteri dello Stato”.

Fonte: Ansa.it

10 commenti

  1. Al signor Marcello Pacifico, patrocinatore dei ricorsi per l’inserimento a pettine, vorrei dire che il conflitto che ha innescato lui è molto peggio, ha messo ancora una volta messo i precari l’uno contro l’altro, facendo leva sulla debolezza di molti insegnanti che sperano di risolvere i loro problemi dando i loro soldi ad avvocati papponi. A questo signore vorrei ancora dire che anche i nostri diritti acquisiti in molti anni di lavoro sono sacrosanti! e che a questi colleghi nessuno impedisce di trasferirsi di provincia, ma come del resto è sempre stato, devono andare in coda!

  2. Ricordate cosa cantava Fabrizio De André? “Una volta un giudice come me giudicò chi gli aveva dettato la legge: prima cambiarono il giudice e subito dopo la legge”. Quando un giudice emette una sentenza sgradita al Governo si può facilmente mutare la legge sulla base della quale la sentenza è stata emessa. Come? Semplice, con una legge (o un decreto-legge) che, introducendo una (finta) norma d’interpretazione autentica, faccia dire alla legge anteriore, sulla base della quale la sentenza è stata emessa, ciò che più conviene all’amministrazione soccombente in giudizio. E ciò al fine di ottenere ragione nella successiva fase processuale. D’altro canto, fu proprio per evitare interventi invasivi come questi che venne approvata la Costituzione. Un documento normativo che riconosce e pone al di sopra di tutti, anche del legislatore, alcuni principi fondamentali (tra cui, soprattutto, l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e le libertà inviolabili dell’uomo), principi che non possono essere calpestati da nessuno, in alcun modo. Nemmeno con una legge. La Gelmini ha creato questo problema ed è giusto che ne paghi le conseguenze visto che da più di un anno non fa che danni irriparabili, in quanto incompetente!!!! Per il resto trovo giusto salvaguardare le graduatorie in quanto ad “esaurimento”, ossia da non aprire nuovamente per i nuovi inserimenti (a pettine) e assunzione in ruolo dei preceri che le popolano da 20 anni o da 1 anno che sia. Gli altri stanno in coda! E’ anche vero che se la signora Gelmini non avesse fatto milioni di tagli nelle scuole del Sud, questo propblema non ci sarebbe stato! Brava Gelmini, sei proprio l’opposto della meritocrazia che sbandieri tanto…..

  3. x antonella vergognati,in democrazia ognuno può ricorrere come vuole se si sente privato di un diritto.anche io come te sono una precaria da tanti anni e rientro nel decreto salva precari ma non per questo mi metto contro gli altri colleghi precari che hanno tutto il diritto di ricorrere. l’anief è l’unico sindacato che si batte per noi e tu invece di difenderlo lo attacchi. sei un’egoista ,vergogna!!!!!

  4. X Antonella. Solo una precisazione: “e che a questi colleghi nessuno impedisce di trasferirsi di provincia, ma come del resto è sempre stato, devono andare in coda!”. Quanto scrivi NON è vero: ci si poteva trasferire ogni 2 anni e ci si inseriva a pettine e su una sola provincia. La Gelmini e i leghisti hanno provato a impedire i trasferimenti (per non ricevere più nelle proprie graduatorie i docenti “terroni”) indorando la pillola dando la possibilità di inserimento
    in 3 province aggiuntive… ma in coda (con il consenso colpevole dei sindacati venduti).
    A mio parere se ne esce solo abolendo le storture create dalla Gelmini: graduatorie chiuse, 1 sola provincia e possibilità di trasferirsi ogni due anni a pettine!

  5. Assolutamente d accordo con Antonella e Salvatore, nessuno vieta la possibilità di trasferirsi in un altra provincia, ma in coda!!!!
    E’ inammissibile la proposta dell inserimento a pettite!!!
    Non è giusto!!

  6. Cara Agata, le persone come te dovrebbero vergognarsi hai capito?! bel concetto di democrazia avete! ma sei convinta che il concetto di democrazia sia assimmilabile alla legge della giungla, dove vince il più forte? se io sono da 20 anni in una provincia, garantendo l’insegnamento nelle scuole più sperdute, costruendomi con tanti sacrifici una posizione nella mia zona, a un certo punto un gruppo di persone decide di togliermi la possibilità di passare di ruolo, o addirittura di non lavorare rivolgendosi ad un sindacato che nella maniera più assoluta non sta dalla parte dei precari, ma sta dalla parte di quei colleghi che non sanno come buttare i soldi. Quando mai questi colleghi pagano somme ingenti per portare il lavoro agli altri? ma questa secondo te è democrazia? democrazia significa rispetto e non prevaricazione, significa buon senso e solidarietà. Non puoi dire che in democrazia si può fare ciò che si vuole, certo ognuno può trasferirsi quando vuole e dove vuole, però in coda! I trasferimenti vanno regolamentati cara Agata! non possono avvenire in una maniera così indiscriminata come volete voi!

  7. Quando mi sono iscritto in graduatoria mi è stato detto che allora avrei dovuto scegliere la provincia nella quale avrei dovuto vivere il resto, o buona parte della mia vita, avrei fatto scelte diverse se mi avessero detto che dopo ci si sarebbe potuti inserire a pettine e cambiare provincia. Adesso non si può tornare indietro con questi ricorsi Anief (organismo corporativo, che accetta di fare ricorsi e controricorsi per tutti mettendo tutti contro tutti, pagando…). L’inserimento a pettine, non è giusto adesso! In coda può andare…

  8. L’inseriento a pettine non deve esserci!!

  9. l’inserimento a pettine cambia le carte in tavola in modo drammatico e distrugge le aspettative dei docenti precari al nord.

    questo governo fa solo regali (più al sud che al nord) e se ne frega del futuro dei cittadini onesti che hanno impostato la loro vita professionale con coscienza.

    che schifo!

  10. E’ da anni che speravo di essere chiamato regolarmente… ora, a 44 anni sembrava fosse arrivato il momento!!!
    e invece no, sono arrivati gli inserimenti a pettine e sono nuovamente nell’incertezza, nel caos, ancora una volta non posso fare progetti, investimenti, materializzare i miei sogni e quelli della mia famiglia… non so se qualcuno, a settembre, con una bella pettinatura, mi farà le scarpe.

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