Mostra su Matteo Ricci

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Il giorno  28 ottobre è stata presentata a Roma, nei Musei Vaticani, la mostra: Crinali della storia: Padre Matteo Ricci (1552-1610) fra Roma e Pechino”.

La mostra, vuole ricordare la grande figura di ”ponte di dialogo e di scambio tra l’Europa e la Cina” rappresentata da missionario gesuita Matteo Ricci a 400 anni dalla morte. La mostra presenta ricordi  del grande  gesuita: strumenti scientifici, carte geografiche dell’epoca, oggetti liturgici e inoltre la matrice lignea in caratteri cinesi spedita da Ricci come bozza di una lettera che papa Sisto V avrebbe dovuto inviare all’imperatore cinese per avviare rapporti diplomatici.

 

Matteo Ricci, nel 1582,  giunse in Cina per evangelizzare il paese. Si impegnò nello studio profondo della lingua e della cultura cinese di cui divenne tanto esperto da poter confrontarsi con successo con gli intellettuali confuciani di cui adottò anche la foggia dell’abbigliamento. Nel 1601 fu ammesso a Pechino presso la corte imperiale e fu molto apprezzato per le conoscenze astronomiche che riportava dall’Occidente; addirittura  fino alla fine dell’impero nel 1911 la funzione di direttore della “casa delle matematiche”, l’istituto astronomico imperiale, fu riservato ancora a un gesuita. In seguito gli altri Gesuiti continuarono nella sua linea. Essi, anche se  di origine straniera, si presentavano come partecipi della cultura cinese e quindi il Cristianesimo non veniva visto come qualcosa di straniero, di barbaro. Per un popolo come i Cinesi che ritenevano di essere il “centro” del mondo la cosa era essenziale: i Gesuiti speravano in tal modo di convertire la Cina nel suo insieme partendo dalla classe dirigente I Gesuiti ritenevano che il pensiero confuciano e, in genere, i riti religiosi Cinesi non fossero  incompatibili con il Cristianesimo. In seguito però missionari cattolici francescani e domenicani che operavano al seguito degli Spagnoli nel sud della Cina (e non nella capitale,  come i Gesuiti)  invece ritennero che essi fossero manifestazioni pagane, di indubbio valore religioso che non potevano essere assolutamente tollerate (Questione dei riti cinesi).

Questo fatto determinò una crisi della evangelizzazione della  Cina che riprese solo nell’ 800 al seguito del colonialismo europeo con il quale spesso fu, purtroppo, confuso.

Ancora tuttora la cattedrale di Pechino sorge sul luogo  dove abito e ebbe una cappella  Matteo Ricci: ufficialmente è denominata cattedrale  dell’Immacolata Concezione ma comunemente è nota come Nantang (Cattedrale meridionale).  L’ attuale costruzione pero è un rifacimento dell’inizio del 900.

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Quadro raffigurate Matteo Ricci dipinto in Cina, alla sua morte dal confratello P. Pereira: in seguito fu portato a Roma e attualmente si trova nella Pinacoteca di Macerata. sua città natale.