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Un amore omosessuale ma pur sempre un amore che nasce dal cuore, che genera emozioni e che vale la pena di vivere contro ogni pregiudizio ed opposizione collettiva.

Un sentimento pulito che nasce tra due bambine che crescendo, diventeranno due donne: sono Angela e Sara interpretate da Valeria Solarino ed Isabella Ragonese nel film, “Viola di mare” che vede anche la partecipazione di M. Cucinotta.

Donne che scopriranno il senso dell’amore, della passione anche se di egual sesso ma sempre passione, desiderio, puro incontro di anime.

Siamo nella Sicilia del 1800 durante lo sbarco dei Mille, in un’isola immaginaria dove la vita ruota attorno a semplici usi e costumi di un tempo; mentre gli uomini lavoravano in cava le donne restavano in casa a crescere i figli e badare alla famiglia, subordinate al volere del marito-padrone mentre la comunità in egual misura era sottomessa al potere del Curato.

Angela è una giovane venticinquenne ribelle che decide di vivere ad ogni costo il suo amore con Sara opponendosi al volere del padre di darla in sposa al suo più fedele lavorante e convincendo addirittura il curato a farle cambiare nome ed identità, con l’aiuto della madre: diventerà per tutti Angelo e sposerà la sua amata Sara generando uno scandalo in paese.

Una drammatica storia d’amore in tempi duri ed ostili per il riconoscimento dei diritti femminili ed umani in genere; in un tempo lontano, tutto avveniva, come del resto oggi; erano solo le modalità ad essere differenti, realtà latenti, nascoste agli occhi di tutti, a differenza dei giorni nostri ove tutto avviene alla luce del sole ed ogni tipo di realtà ha modo di essere oggetto di scambio e confronto, non più dipendentemente dal volere del curato come invece era anticamente.

L’amore tra Angelo e Sara sarà in parte benedetto ed in parte consumato da un destino avverso che strapperà Sara alla vita durante il tentativo di mettere alla luce il frutto del loro amore: un figlio concepito al di fuori della stessa coppia.

Sara perderà la vita ma darà alla luce uno splendido bambino che sarà l’unico appiglio di luce che resterà ad Angelo, frammento del loro indelebile amore.

Un’unica consapevolezza per Angela: avere desiderato con tutte le sue forze diventare Angelo, tramutarsi per amore e acquistare tutt’altra identità proprio come una Viola di mare.

“Viola di mare” è il nome siciliano della “Donzella di mare”, un pesce ermafrodita che nasce femmina, deposita le sue uova e diventa maschio cambiando sesso; Donatella Maiorca ha da ciò tratto il titolo del suo film: “Viola di mare”.

Tutti hanno diritto di nuotare e vivere in questo mare, nel nostro mare dove una donna coraggiosa e ribelle agli eventi, sceglie come una Viola di mare, di tramutarsi per amore, per volere del suo cuore e per spezzare le catene da quella società che l’avrebbe etichettata a vita ed uccisa privandole la libertà di esistere.

 -“Sono io, sono Angela, rassegnati, padre”- lei era Angela e attraverso questo lamento di disperazione non avrebbe mai accettato una vita uguale a tutti gli altri, avrebbe lottato per il suo amore discriminato e spigoloso per la Sicilia di quei tempi; così  infatti è stato.

 Immagine tratta dal sito: www.immaginigoogle.it

1 commento

  1. Un film stupendo!

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