Attacco ai centri sociali

Print Friendly, PDF & Email

experiaL’altro ieri a Catania si è consumato un ennesimo attacco del Regime ai Centri Sociali: forze di polizia in assetto antisommossa, all’alba, hanno accerchiato il centro Experia del quartiere San Cristoforo, una zona popolare degradata e nota per la cronaca nera, nella quale, da diciassette anni, costituisce un punto di aggregazione, di cultura, di speranza nel futuro, di elaborazione di progetti culturali e sociali, di musica, sport, informatica.
L’altra sera abbiamo potuto vedere ed ascoltare in tv la gente del quartiere che protestava energicamente contro lo sgombero di un luogo che è sempre stato il punto di riferimento alternativo alla droga, alla criminalità, al degrado civile per tanti, tantissimi bambini di famiglie povere, assistiti tutti con doposcuola ed altre attività di socializzazione.
Da quando la destra è al potere, in Italia tutti i Centri Sociali, da Milano a Torino a Palermo, sono sotto attacco e vengono sgomberati con la forza mentre i centri Pound vengono sostenuti ed aiutati ad insediarsi nei quartieri e godono di sponsor importanti come Dell’Utri ed altri caporioni del Pdl o della destra estrema.
I Centri Sociali nati all’inizio degli anni settanta nel corso di tutti questi anni si sono rivelati una scelta felice e benefica anche se non molto conosciuta, underground. Sono stati punti di musica alternativa, di teatro, di cinema. Sono stati punti di elaborazione di nuove forme di solidarietà e di affratellamento per migranti e per tanti giovani isolati nelle spettrali periferie metropolitane. Hanno dato una speranza con l’azione comune, con il sostegno alle lotte per la casa e contro i licenziamenti. La loro funzione è stata enormemente positiva anche se non è stata mai capita o condivisa dalla sinistra di governo e parlamentare da sempre disattenta o fredda verso le forme di autogestione comunitaria. In tutti i centri sociali ha un posto d’onore la biblioteca. Tutti sono laboratori di idee e di progetto contro il disastro ecologico, gli inceneritori, le privatizzazioni dell’acqua.
Spesso la loro iniziativa attiva ha urtato colossali interessi economici come quelli legati agli impianti di incenerimento dei rifiuti spesso sostenuti da lobby bipartisan e o dalla mafia.
Così come la sinistra radicale e politica è stata espulsa dal Parlamento ad opera dei due massimi partiti che si sono accaparrati attraverso il controllo massmediatico gran parte del consenso dell’elettorato, i centri sociali debbono essere espulsi dai quartieri dove costituiscono un rimprovero perenne a ciò che la sinistra di governo non è più da tempo immemorabile dopo la chiusura delle sezioni e delle superstiti case del popolo e la virtualizzazione con leaderismo esasperato.
Bisogna difendere i centri-sociali e partecipare alla rioccupazione dei loro locali. Inoltre credo che sarebbe importante creare un archivio centrale di documentazione delle loro attività e delle loro elaborazioni teoriche che costituiscono novità utili per rinnovare l’idea del socialismo e del suo rapporto con il popolo.

L’immagine è tratta dal sito http://www.dazebao.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*