Pillole a Brindisi contro il nucleare

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pillole

Si è svolta oggi a Brindisi, in Puglia, una nuova attività di Greenpeace contro il nucleare.

I volontari di Greenpeace di Bari hanno distribuito alla popolazione di Brindisi materiale informativo sotto forma di scatolette di finte pillole allo iodio, simulando quello che periodicamente fa l’Agenzia di Sicurezza Nucleare francese.

L’attività, già preannunciata ieri, si è svolta contemporaneamente anche in altri siti che, come Brindisi, potrebbero in futuro ospitare un impianto nucleare, ossia Caorso, Chioggia, Garigliano, Genova, Latina, Oristano, Monfalcone, Montalto di Castro, Scanzano Jonico, Termini Imerese, Termoli, Trino Vercellese.

Come abbiamo già spiegato precedentemente, la scatola di pillole “Nuclease65” contiene materiale informativo sui rischi del nucleare e finte pillole di ioduro di potassio da 65 mg. “Stiamo distribuendo alla popolazione una copia del farmaco che in Francia deve essere assunto da tutte le persone che vivono in un raggio di 10 chilometri dai reattori, in caso di incidente con fuoriuscita di sostanze radioattive” spiega Massimiliano Boccone, coordinatore del Gruppo di Greenpeace Bari.

Le attività ambientaliste vengono viste con molto sospetto a Brindisi, già ben nota per la presenza della centrale a carbone Federico II, contro cui sono stati fatti in passato molte manifestazioni di protesta da parte dei cittadini stessi o di altre associazioni ambientaliste.

Questo retaggio che i brindisini si portano dietro ha comportato una certa diffidenza, questa mattina, nei confronti dei volontari di Greenpeace, sia da parte delle forze dell’ordine, sia da parte dei cittadini stessi, contrariati dalla possibilità di altri problemi di carattere ambientale nella città di Brindisi.

Dopo una partenza un po’ in sordina l’attività si è poi svolta in maniera serena e proficua laddove le persone hanno cominciato a guardare con curiosità questi volontari che, in camice bianco, come veri e propri medici o farmacisti, dispensavano informazioni e false pillole. Nelle scatole erano in realtà contenute pastiglie di amido.

Abbiamo chiesto come sempre a Massimiliano Boccone un bilancio dell’attività odierna, ci ha risposto con la sua ben nota ironia: ”Nessun morto, nessun ferito!”. Boccone si è ritenuto soddisfatto di come sono andate oggi le cose a Brindisi ma ha rilevato purtroppo ancora poco desiderio, da parte dei cittadini, di approfondire le conseguenze della presenza di una centrale nucleare nella zona. “Molto spesso sono stato liquidato con la frase – una centrale nucleare porterebbe lavoro – ma a che prezzo?”.

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