Salviamo Kamarina

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museoaltokamarina2Kamarina fu una importante colonia greca fondata da Siracusa nel 598 a.C. sullo strategico promontorio delimitato dai fiumi Ippari e Oanis in Provincia di Ragusa. La sua massima espansione urbanistica, con 30.000 abitanti circa, l’ebbe intorno al 330 a.C. Venne distrutta più volte dagli stessi Siracusani, quindi dai Punici, dai Mamertini, dai Romani e infine, nell’827 d. C., dagli Arabi.
I resti attuali sono di grande interesse archeologico, rimangono tombe arcaiche (VII secolo a.C.) e ruderi di un tempio dedicato a Minerva. Lungo l’Ippari si può riconoscere il tracciato dell’antico porto canale. La città è ancora riconoscibile nella sua area originaria dai resti di case e di pavimentazioni.
Nonostante le iniziative istituzionali in corso, tutte teoriche, il promontorio che ospita il Parco Archeologico Regionale di Kamarina continua a frantumarsi sotto l’azione delle mareggiate e delle piogge. Mai ci saremmo aspettati tanta incuria e tanto cinismo da parte degli istituti competenti, anche perché Kamarina non è certo un sito secondario, eppure l’intera zona museale, compresi gli scavi, è da una paio d’anni letteralmente abbandonata e in mano a zecche e tombaroli.
Un gruppo di cittadini “auto-convocati” ha fatto in modo che il problema venisse quanto meno attenzionato. Sono stati prodotti video esplicativi (su Youtube “Kamarina 09” http://www.youtube.com/watch?v=Gu2IX0zyzmw e “Kamarina 09 …6 mesi dopo” http://www.youtube.com/watch?v=BL4WsV6KZJo&feature=related <http://www.youtube.com/watch?v=BL4WsV6KZJo&feature=related> ), interviste, dichiarazioni e comunicati stampa ai giornali e alle tv e un gran dibattito sia a Vittoria-Scoglitti che a Ragusa. Ma è ormai trascorso quasi un anno dalla prima denuncia, e per il carattere di urgenza ci saremmo aspettati un pronto intervento da parte della Sovrintendenza di Ragusa ma soprattutto dell’assessorato regionale ai Beni Culturali da cui dipende il museo. Finora ci è giunta voce solo di sterili incontri, di proposte cervellotiche da parte dei soliti politici in cerca di visibilità, voci senza riscontri di stanziamenti di risorse.
Non si può attendere oltre, e ora c’è da agire con grande rapidità, poiché se dovesse collassare tutto il costone prospiciente il mare, non sarà un mistero individuare le responsabilità dell’istituzione che ha temporeggiato troppo!
Diamo atto al Prefetto di avere disposto l’installazione di una rete protettiva intorno alla voragine principale, ma è evidente che non si tratta solo di salvaguardare la sicurezza, ma Kamarina stessa, poiché ad ogni mareggiata o pioggia perdiamo metri di costone e tonnellate di reperti millenari!
C’è una grande urgenza e questa volta non ci possiamo permettere i tempi biblici della burocrazia.
Chiediamo all’assessorato regionale ai Beni Culturali:
1) La “totale” messa in sicurezza del sito, poiché non è stata attuata nessun tipo di protezione per l’instabilità della falesia e della cinta muraria prospiciente che si sgretola di continuo e non vi sono barriere o cartelli che vietano il transito nell’area sottostante della battigia.
2) Un intervento immediato a difesa del promontorio che ospita il parco attraverso delle barriere frangiflutti, frangionde o qualunque altra soluzione atta ad evitare il contatto del mare con la falesia, causa dei continui fenomeni di erosione costiera.
3) Di garantire la conservazione e la valorizzazione, di cui l’ente regionale è preposto, del Parco e del Museo Archeologico Regionale di Kamarina, patrimonio inestimabile di tutti!

Coordinamento spontaneo di cittadini “TuttiPerKamarina”

Info: tuttiperkamarina@libero.it
facebook: TuttiPerKamarina

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