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Una ricetta ormai molto conosciuta, nelle regioni del nord Italia come ad esempio il Trentino ma non solo; si tratta del vin Brulé, letteralmente tradotto come vino bruciato che oltre ad avere l’effetto di abbassare la veglia e quindi generare sonno e relax, sembrerebbe essere un ottimo rimedio per affrontare il raffreddore.

In questo particolare periodo dell’anno lo si ritrova in molte luoghi ove è consuetudine, attendere in Natale, inaugurando i famosi mercatini natalizi; anche molte riviste di cucina e ricettari anche online prediligono l’essenza e l’unicità di questa bevanda che o la si ama o la si odia. Il vin Brulé, appare come una delle numerose specialità da gustare, sorseggiando il suo sapore unico e imponente mentre si passeggia per le vie e i borghi di montagna soprattutto in compagnia di cari ed amici, curiosando e lasciandosi affascinare dalle peculiarità del posto.

Se si desidera dunque gustare e preparare anche in casa il famigerato vino bruciato, bisogna dilettarsi nella sua preparazione e godere del suo odore profondamente terapeutico;

Ingredienti:
– Una tazza di vino rosso
–  buccia di mezzo limone
– mezzo bastoncino di cannella
– due chiodi di garofano
– un cucchiaio di zucchero grezzo.

Il tutto dovrà essere messo in un pentolone o pentolino dipendentemente dalla quantità e cosa importante, a fuoco molto basso; una volta che il vino sarà giunto ad alta temperatura, bisognerà alzare la fiamma e farlo bollire; a questo punto, sarebbe conveniente con un bastoncino infuocato, dare fuoco alla parte superficiale del vino in modo da bruciare la parte alcoolica che potrebbe arrecare danno al fegato o altri organi;  rimane così nel vino, solo il potere battericida  che si accosta al potere disinfettante e sterilizzante della cannella e dei chiodi di garofano, alle proprietà antibiotiche della stessa uva e del mosto da cui deriva.

Poiché anche l’occhio vuole la sua parte, anche il modo in cui verrà preparato e servito, sarà un fattore utile e vantaggioso per aiutare l’umore e combattere la negatività che spesso ci assale  soprattutto nei momenti di stress, stanchezza fisica che sono tipici del raffreddore.

È davvero un piacere berlo sia per combattere il raffreddore che per assaporarlo altrove anche se, il gusto inizialmente è forte e lo si valorizza maggiormente in un secondo momento, quando i sensi ne hanno già preso consapevolezza e hanno imparato a padroneggiarlo; non è un gusto da tutti i giorni anzi, se bevuto raramente, lo sia apprezza maggiormente; un sapore che riesce a conservarsi e rivisitarlo, è come essere trasportati mentalmente in una baita di montagna magari proprio tra le Dolomiti o in una di quelle feste campestri dove bere una tazza di vin Brulé è proprio il minimo tra danze, usi e tradizioni di un tempo.

Questo è uno tra i tanti metodi per fronteggiare il raffreddore che sembra essere in agguato soprattutto in questi periodi dell’anno. 

Immagine tratta dal sito: www.wikipedia.it

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