Le emozioni guidano le nostre scelte quotidiane

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Il “prendere una decisione” rappresenta uno dei comportamenti umani più frequenti nella nostra vita quotidiana, ma questo non implica che sia un’attività semplice soprattutto perché ogni scelta implica sempre e comunque una rinuncia.

Decidere significa pervenire a un giudizio definitivo ponendo fine a dubbi e incertezze preesistenti, stabilire l’azione più appropriata dopo un’attenta analisi.

In ogni caso si presuppone l’esistenza di una serie di strategie e di operazioni mentali che il singolo individuo attua al fine di elaborare le informazioni in suo possesso ed arrivare ad un risultato finale.

Molte ricerche scientifiche hanno mostrato che le strategie attivate sono strettamente vincolate dalla modalità con cui vengono percepiti, organizzati, elaborati e recuperati gli stimoli.

In che modo l’uomo attiva queste strategie scegliendo tra varie possibilità? Ci si è sempre chiesti da cosa farci guidare nelle nostre scelte, dalla razionalità o dall’istinto?

Da sempre filosofi, psicologi, scienziati si sono impegnati nello studio dei meccanismi adoperato dall’individuo per prendere una decisione.

Una risposta viene da una ricerca inglese secondo cui sono le emozioni ad influire sulle nostre scelte.

Un gruppo di ricercatori britannici guidato da Tali Sharot del London University College pubblica uno studio sull’argomento nell’ultima edizione di Current Biology.

Dai loro studi è emerso che un particolare neurotrasmettitore influisce sulle nostre scelte indirizzandoci sulla base del ricordo dei risultati ottenuti dalle preferenze già espresse in passato.

Il neurotrasmettitore coinvolto è la dopamina, un messaggero chimico, prodotto da un particolare gruppo di cellule presenti nel cervello. La dopamina è coinvolta in numerosi aspetti delle funzioni cerebrali negli esseri umani e in altri animali, e molte di queste funzioni richiedono la modulazione dell’attività dei neuroni e la capacità di assegnare una corretta rilevanza agli stimoli sensoriali.

La dopamina, in particolare, svolge nel cervello un importante ruolo in tutte quelle esperienze che forniscono al soggetto una gratificazione e quindi l’emozione che ne consegue.

E’ stato osservato che ad influire su una decisione sia la concentrazione di questo particolare neurotrasmettitore. Individui con bassa concentrazione di dopamina, come succede a tutti quando la scelta si rivela non proprio favorevole, sono portati a non reiterare nell’errore.

Questi soggetti riescono bene quando si tratta di decidere sulla base di precedenti esperienze negative, mentre diventano come insensibili a quelle positive.

Viceversa individui che hanno alte concentrazioni di dopamina, falliscono quando devono evitare qualcosa che in passato ha dato buoni risultati.

Se ne deduce che il cervello umano simula le possibili conseguenze di un’opzione, ma soprattutto valuta le possibili emozioni dovute a una certa decisione e quanto essa possa incidere sul nostro benessere.

In conclusione la dopamina agisce nel regolare le scelte umane: quando è ad elevate concentrazioni induce la persona a decidere sulla base di esperienze positive scaturite da precedenti scelte. Quando è a basse concentrazioni invece spinge la persona a dare più importanza alle brutte esperienze, quindi a declinare una scelta per evitare errori già commessi.

E a proposito di emozioni concludo “…quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuto al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai fermo, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va’ dove lui ti porta”, da Và dove ti porta il cuore di S.Tamaro.

Fonte:ADUC.it

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