The Cookers omaggiano Freddie Hubbard

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the cookers

Per la rassegna” Jazz and wine” ieri sera al centro culturale ZO di Catania si sono esibiti i “The Cookers” per omaggiare il trombettista Freddie Hubbard morto il 20 dicembre 2008 in un ospedale di Los Angeles. Freddie Hubbard, virtuoso e versatile suonò con John Coltrane nel capolavoro “Ascension”, con Ornette Coleman nel maestoso “Free jazz”; non minori le sue collaborazioni con Herbie Hancock nel bellissimo “Maiden voyage” e nell’intenso “Out of lunch” di Eric Dolphy, militò inoltre nell’Art Blakey Jazz Messengers. Dopo una carriera gloriosa ,nel 1993 per un’infezione al labbro superiore non potrà più suonare la tromba, dopo un anno e mezzo di cure tornerà a suonare ma il flicorno. La malattia ormai ha compromesso  anche il suo equilibrio mentale, infatti nell’ultima occasione avuta di vederlo in concerto a Zafferana Etnea, prima di salire sul palco non si presentò sobrio poiché nascose i suoi problemi di salute con l’alcool. Tra alti e bassi tenterà di rimanere nell’ olimpo dei grandi del jazz, fino al dicembre 2oo8.Questa sera per onorarlo sul palco si sono presentati sei valorosi musicisti, vere perle del jazz. Il combo è costituito da Billy Harper al sax, tra le sue collaborazioni annovera i nomi di Max Roach, Randy Weston, Art Blakey ,David Weiss alla tromba, importante per la sua formazione la collaborazione con il pianista di John Coltrane, Jaki Biard, Eddie Henderson alla tromba gia’ con Woody Shaw,Dinah Washington e Alice Coltrane, arpista moglie di John Coltrane, ma questa è un’altra storia, Cecil Mc Bee al contrabbasso collaboratore di Miles Davis, Keith Jarrett, Sam Rivers, Wayne Shorter, Yusef Lateef, Freddie Hubbard, Bill Hart alla batteria con innumerevoli collaborazioni, tra le piu’ importanti quella con Miles Davis,George Cables al piano gia’ con Sonny Rollins, Gary Bartz, Sarah Vaughan. Il concerto si sviluppa nel territorio che ha reso famoso Freddie Hubbard ovvero l’hard bop. I brani che eseguono mettono in mostra le tecniche superbe senza mai essere fine a se stesse. Si inizia con “ Capra Black” le linee si muovono su note acute molto care a Freddie Hubbard, i musicisti sciorinano sui loro strumenti, possente il drumming di Hart, corpose le traiettorie sostenute dal pianismo di Cables, fluide  le note sviluppate dalla sezione fiati, perfetto il lirismo emanato dal contrabbasso di Mc Bee. Si prosegue con “Peacemaker” dove Hart con la batteria scandisce il ritmo irrequieto del cuore; il brano è basato su linee dai nervi scoperti per poi ammorbirsi. L’apoteosi viene giunta con l’esecuzione del capolavoro “The Core ”, dopo un intro di contrabbasso dove Mc Bee mostra la sua inarrivabile tecnica con un assolo da accapponare la pelle, il tema si sviluppa con delle soluzioni veramente roboanti dove Weiss anche se ha soli 45 anni mostra la sua padronanza alla tromba senza scimmiottare altri maestri, accanto a lui Eddie Henderson altra grande realtà nella storia della tromba che spesso lascerà  la scena per bere un buon bicchiere di vino, si mostrerà puntuale ed peculiare nei suoi interventi. Billy Harper sciorina al sax tracciando linee veramente trascinanti inarcandosi in note dai tempi veloci, Cables colora il tutto scegliendo tinte molto forti danzando sui tasti del piano. La performance prosegue senza mai  perdere la sua briosità con le intense ”Sweet Rita part 2” “The chief” e la finale “Priestess”. Dopo un’ acclamata esibizione il pubblico rimasto, veramente interessato al jazz non come molti con aria aristocratica che hanno  abbandonato la sala  mostrando  mancanza di sensibilità ed educazione, i musicisti si sono ripresentati per un bis dai sapori  profumati con ricercate spezie. Spiace segnalare che molti abbiamo pensato che capire di jazz e’ indossare giacche e cravatte,profumarsi ,bere un bicchiere di vino, ascoltare un brano e disturbare la platea scappando dalla sala. Strano notare che non erano presenti i cultori di jazz  di Catania . Il jazz è cultura non è musica per accompagnare un piatto di pasta alla carbonara, cotolette  e  bere vini pregiati. IL Jazz  ha bisogno di estimatori e non di un pubblico cosi poco interessato alla musica, che si mette in posa come se fossero loro quelli da applaudire e contemplare. Onore ai musicisti che hanno omaggiato con gusto, prelibatezza e senso di rispetto la memoria di un  grande del jazz. Freddie Hubbard è stato un grande trombettista, ma purtroppo molti intervenuti non sapevano neanche chi era il musicista che veniva celebrato. L’importante per loro era cenare non ascoltare musica. Anche se il comportamento del pubblico ci ha infastidito torniamo a casa entusiasti di aver assistito ad un grande evento. Alla prossima.

L’immagine è tratta da sito: padovajazz.com

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