Cina: spiriti e superstizioni

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I cinesi tradizionalmente credevano  molto all’esistenza di spiriti buoni e cattivi che interferiscono con le attività umane. Credenze simili sono diffuse anche in Occidente dove  sono però limitate dal cristianesimo ufficiale, rigidamente monoteista, che ammette solo anime di defunti, angeli e demoni  ma tutto subordinate comunque a un Dio unico e onnipotente: altre enti  spirituali non sono ammessi e sono considerate superstizioni o manifestazioni  del demonio.

Invece in oriente la credenza negli spiriti non è in contrasto, anzi è ammessa dalle religioni ufficiali come il buddismo a somiglianze di quanto avveniva nell’antico paganesimo. Infatti si ammette che il mondo naturale non è solo formato da esseri materiali che possiamo vedere con i sensi ma  anche pieno, e pieno zeppo diremmo, di esseri spirituali di ogni genere e specie che sono pure essi esseri naturali, non in comunicazione diretta con la divinità.

Alcuni di essi sono buoni, favorevoli agli uomini  fra i quali spiccano i Boddishatva cioè le anime di quelli che hanno avuto la “illuminazione“ e tuttavia si soffermano sulle soglie del Nirvana (annullamento) per aiutare gli uomini: ad essi  si rivolgono soprattutto le preghiere.

I cinesi temevano moltissimi, però, gli spiriti malvagi e quindi prendevano delle misure che sono rimaste nella tradizione; ad esempio il suono di gong, campanelli e altri strumenti presenti ovunque avevano lo scopo di spaventarli e farli fuggire.

Anche la tradizione architettoniche  ne sono rimaste  influenzate.

Gli usci non erano  mai piani  ma bisognava  sempre scalare un gradino che aveva la funzione di impedire l’ingresso agli spiriti.

Anche i ponti non erano  diritti ma a zig zag perche cosi avrebbero impedito agli spiriti di attraversarli. Nelle case si praticavano  dei fori sul retro in modo che se uno spirito maligno fosse  entrato  per caso dalla porta  non sarebbe  restato in casa ma sarebbe uscito per il foro posteriore. Spesso al bambino piccolo non veniva dato un nome per impedire  che gli spiriti maligni, conoscendolo, gli potessero fare del male.

A noi occidentali veramente queste spiriti più che maligni, sembrano stupidi. Pero bisogna tener conto che i cinesi li consideravano entità naturali, non esseri dotati necessariamente di intelligenza: non si trattava cioè come da noi di angeli o anime.

Attualmente queste credenze vanno ormai sparendo  a livello ufficiale: tuttavia rimangono nel fondo dell’anima cinese come da noi d’altra parte le superstizioni, gli oroscopi: non è  vero ma non si sa mai…

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Immagine di un demone: foto dell’autore

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