Solitudine colmata dai videogames

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Videogame_bambini[1]

La solitudine dei bambini del terzo millennio è una solitudine non sempre attribuibile all’assenza o alla poca presenza dei genitori in casa, ma piuttosto alla carenza di amici coetanei con cui trascorrere del tempo, dopo la scuola.

Questovuoto traspare da una ricerca condotta dall’Università Cattolica di Milano in questi giorni; gli stessi bambini, compenserebbero l’assenza sempre più evidente di amici coetanei, con un mondo virtuale che equivale all’uso esagerato di Internet e di videogames. Sempre più alta la percentuale  di genitori che per esigenze di lavoro, trascorrono fuori casa, tante ore della loro giornata; i bambini lasciati in balia dei nonni, o delle babysitter, ritrovano in un videogioco il loro fidato amico virtuale da cui è difficile distaccarsi; evidentemente l’intrattenimento di un nonno o di una tata, non soddisfa e sazia l’esigenza di un bambino di avere accanto qualcuno della sua età con cui condividere e comunicare i fenomeni che lo circondano; l’assenza di amici rappresenta un vuoto profondo che viene colmato dal mondo virtuale dal quale trapelano anche dei  rischi e svantaggi non di poca importanza.

È di certo questo un campanello dall’allarme  per le famiglie con figli ma non affinchè i genitori restino in casa e abbandonino la loro professione ma bensì, affinchè sia premura da parte di mamma e papà aprire le porte della loro casa a bambini coetanei e non,  rispetto ai loro figli: è statisticamente provato che, quando i ragazzi  trascorrono del tempo in compagnia di amici, sono più buoni e sereni, crescono molto meglio; lasciare che i nostri ragazzi si relazionino con il mondo esterno e con coetanei, sembrerebbe essere la scelta migliore per dare loro modo di socializzare ed abbattere le barriere della solitudine.

Immagine tratta dal sito: www.immaginigoogle.it

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