Tartaglia ha agito per odio nei confronti di Berlusconi

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Silvio Berlusconi è ancora ricoverato al San Raffaele di Milano. Le sue condizioni sono più gravi di quanto si pensasse inizialmente. Il premier ha trascorso una notte relativamente tranquilla ma respira e mangia a fatica.

“Domani decideremo,  non si parla di dimissioni per le prossime 24 o 36 ore”, ha affermato il primario e medico di fiducia Alberto Zangrillo dopo aver letto il bollettino medico. ”Il presidente del consiglio – ha proseguito – si nutre a fatica ed è sottoposto a terapia antibiotica e analgesica”. Comunque “l’intervento – ha detto il medico – è scongiurato”.

Oggi il premier ha ricevuto molte visite  e molti messaggi di solidarietà e di pronta guarigione.

“Presidente Berlusconi una pronta guarigione. Gli italiani veri sono con te sempre”: è quanto è scritto su un cartello, accompagnato da una bandiera italiana, apparso nella notte sulle recinzioni esterne del pronto soccorso dell’ospedale San Raffaele di Milano.

La visita più lunga è stata quella della figlia Marina che, dopo aver trascorso molto tempo con il padre, ha lasciato l’ospedale senza rilasciare dichiarazioni. Anche il presidente della Camera Gianfranco Fini e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani si sono recati in ospedale.

”Ho trovato il Presidente umiliato, non tanto dal fatto traumatico ma da quello che esso rappresenta: l’odio. Mi ha detto: ‘Io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perchè mi odino a questo punto”, racconta don Luigi Verze’, presidente del San Raffaele. ”Stamattina – racconta don Verzè – ho detto al premier che quanto avvenuto ieri sera in Piazza del Duomo è un monito a lui e al Paese. Occorre modificare la Costituzione”. ”Il resto che mi ha detto – conclude – appartiene a lui e a me. Posso dire che ci vogliamo un gran bene perchè è un uomo capace di amare così come io non voglio che altro che amare”.

Berlusconi ha dichiarato inoltre di sentirsi miracolato, il souvenir tirato da Tartaglia ha mancato per poco l’occhio, ferendogli  il sopraciglio.

“L’ ho fatto io da solo, non sono il killer di nessuno”: lo ha detto Massimo Tartaglia agli agenti del carcere di San Vittore. L’aggressore è in cella da solo e sorvegliato a vista. Si terrà domani l’udienza di convalida dell’arresto. Massimo Tartaglia è stato ricoverato in day hospital per cinque o sei volte nel reparto di psichiatria del Policlinico di Milano. Per l’aggressione rischia oltre cinque anni di carcere.

Tartaglia ha confessato di aver agito a quel modo per odio nei confronti di Berlusconi, si batte anche la pista della premeditazione. L’uomo aveva nascosto nella borsa uno spuntone di plexiglas lungo 20 centimetri, un grosso accendino da tavolo, un crocifisso di 30 centimetri e un soprammobile di quarzo del peso di diversi etti. La contestazione della premeditazione è scattata anche perché due di questi oggetti (l’accendino e lo spuntone di plexiglas) erano stati prelevati dall’uomo dalla propria abitazione. Oltre agli oggetti che si era portato da casa, nella borsa Massimo Tartaglia aveva nascosto anche la piccola statuetta del Duomo, comprata in una vicina bancarella e utilizzata poi nell’aggressione al premier, e uno spray al peperoncino.

Il padre di Tartaglia ha dichiarato di aver votato PD ma di non aver alimentato in casa alcun odio nei confronti di Berlusconi e del PDL.

“Io, mio figlio, la mia famiglia, abbiamo sempre votato Pd, in passato ero socialista e votavo per Craxi, ma nessuno di noi ha mai avuto odio per Berlusconi”. «Massimo è una persona psicolabile, ma non ha mai fatto del male a nessuno”.

Tartaglia è stato in cura presso i servizi di psichiatria del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano fino al 2003. A confermarlo è lo stesso ospedale che aggiunge però che l’uomo risulta ora seguito saltuariamente dalla psicologa, L.M., che collabora con la stessa struttura ma che non risulta tra le liste dei pazienti del Policlinico da sei anni.

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