Cina: condannato a 11 anni il dissidente Liu Xiaobo

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Il dissidente cinese Liu Xiaobo è stato condannato il mattino di Natale a 11 anni di reclusione: la condanna  era attesa  ma appare  molto più grave  del  previsto.

Il processo, svoltosi alcuni giorni fa, era durato solo due ore e mezza, come  in uso in Cina.

Liu, 53 anni, intellettuale e accademico, ha già passato anni in prigione per aver sostenuto il movimento di Tiananmen, Liberato in seguito, è stato arrestato nuovamente  un anno fa, appena dopo aver firmato “Carta 08”, un documento diffuso da internet, che rivendica diritti umani in Cina, riforme politiche e sociali e soprattutto la separazione fra governo e Partito comunista.

Il documento chiede  anche piena libertà per tutte le religioni, superando  la divisione fra attività “normali” (cioè controllate dallo stato  ) e “illegali”: distinzione che si ritrova soprattutto nella Chiesa Cattolica divisa fra una Chiesa Cattolica Patriottica permessa dalle autorità e una chiesa fedele a  Roma che invece viene considerata illegale.

Liu è stato segregato per mesi in luoghi sconosciuti, ed  accusato di voler sovvertire l’ordine sociale, una accusa generica usata per chi si oppone al governo senza commettere reati specifici.

Liu si difende notando,  infatti, che le richieste di Carta 08 sono contenute nelle Convenzioni Onu sui diritti civili, firmate dal governo cinese negli anni ’90.

Molti governi e organizzazioni internazionale  erano intervenute in difesa di Liu ma il governo cinese ha reagito violentemente a questi tentativi  come interferenze inaccettabili nella sovranità cinese,  tema che è molto sentito e popolare in Cina.

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Liu Xiaobo: da  Asianews

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