Dure reazioni cinesi per il caso di Akmal Shaikh

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akmal

La Cina ha rivendicato  l’indipendenza e l’integrità del suo sistema giudiziario, nel caso del processo e dell’esecuzione  del cittadino britannico Akmal Shaikh, riconosciuto come  trafficante di droga, respingendo ogni critica sulla  situazione dei diritti umani e la mancanza di clemenza.

Secondo  Wang Mingliang, professore di diritto penale all’università di  Shanghai, la condanna a morte è legittima, secondo il diritto penale cinese e non ha nulla a che fare con la questione dei diritti umani: alcuni paesi occidentali anche mantengono la pena capitale, e questo non  equivale ad una mancanza di diritti umani.

“In Cina è stata  applicata rigorosamente la legge senza discriminazioni, nella gestione del caso: come potrebbe un criminale essere esentato dalla pena di morte solo perché era inglese? Ma un paese dovrebbe rispettare l’indipendenza della magistratura di un altro paese, senza alcuna interferenza negli affari interni: l’indipendenza della magistratura deve essere pienamente rispettata e tutti dovrebbero essere uguali davanti alla legge”

Un altro accademico di diritto,  professor Xue Jinzhan, , ha rilevato  che l’amministrazione della pena di morte è legata alla storia alla cultura e ad altre condizioni di un paese.

In un comunicato delle autorità si rileva che i reati di droga vengono considerati come reati gravi in molti paesi del mondo, e in Cina sono previste  pene severe per tali crimini.

Nel mese di giugno, otto persone condannate per produzione e traffico di droga sono state giustiziate in Cina. I tribunali di tutta la Cina hanno  gestito 14.282 casi di droga da gennaio a maggio, in crescita del 12 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In questi casi, 6.379 persone sono state condannate e hanno ricevuto severe sanzioni che vanno dai cinque anni di carcere alla  condanna a morte.

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